Auto, moto e competizioni
Lo spot del Superbowl della Chevrolet Silverado è ambientato in uno scenario post-apocalittico dove il fuoristrada americano emerge dalle rovine di un ponte crollato. La pubblicità dedicata al truck di Chevrolet andrà in onda durante il primo quardo del Superbowl e metterà in luce le qualità del pick up nelle situazioni estreme. Il propulsore è un V8 Duramax da 6.6 litri che sviluppa 370 cavalli e porta questo bestione da 0 a 100 in 9 secondi. La trasmissione è automatica a sei rapporti Allison 1000 che viene però sostituita da una Hydra Matic sul meno potente V8 da 6 litri. Questo veicolo è studiato per percorrere ogni asperità in qualsiasi condizione atmosferica: è possibile infatti accendere il motore anche con 30 gradi sotto zero. Spot Superbowl Chevrolet Silverado: 2012
Arriva oggi dall’ NHTSA (l’ente americano che si occupa di sicurezza stradale) una buona notizia per General Motors : l’indagine sul rischio d’incendio dovuto alle batterie della Chevrolet Volt è stata archiviata ufficialmente. Il caso era emerso dopo una serie di episodi che hanno interessato alcuni esemplari coinvolti in prove di crash test. Dopo otto settimane di inchiesta e a seguito dell’annuncio di General Motors in cui è stato chiarito il modo in cui la casa supererà il problema, l’ente ha riconosciuto che non esistono per la Volt né per altre vetture elettriche rischi di incendio più elevati rispetto a quelli che riguardano una normale vettura a benzina. L’NHTSA aveva avviato l’indagine lo scorso 28 novembre, dopo che alcune Volt sottoposte a crash test avevano sviluppato incendi o emesso fumo o scintille nelle settimane successive all’impatto. Il 5 gennaio GM ha annunciato che il problema riguardava l’involucro protettivo del sistema di raffreddamento delle batterie, che danneggiandosi in un eventuale incidente poteva dar luogo a fuoriuscite del liquido il quale a sua volta raggiungendo un circuito stampato e causando un corto. General Motors ha comunicato che sostituirà la plastica protettiva con una più resistente agli urti e introdurrà una sensore nel serbatoietto del refrigerante che avvertirà sue eventuali fuoriuscite. Finora, va sottolineato, nessuna Volt immatricolata ha preso fuoco su strada in seguito ad incidenti. Via | CarScoop Chevrolet Volt: l’NHTSA dichiara superato il rischio d’incendio
Non bastano certo quattro Chevrolet Silverado per replicare l’exploit del “muratore” russo, che abbatté un muro grazie alla sua fide Opel Corsa . Troppo facile e scontato affidarsi alle vagonate di Newtonmetri in loro possesso, senza nemmeno caricare a testa bassa e sollevare le ruote posteriori. I quattro bestioni del Cravattino sono infatti riusciti a demolire con inaspettata facilità il porticato antistante un concessionario in Georgia. Via | Carscoop Video: quattro Chevrolet Silverado e la demolizione di un porticato
Chevrolet ha rilasciato le immagini ufficiali e le specifiche tecniche della Corvette 427 Convertible, ennesima versione speciale che celebra l’ultimo anno di produzione del modello…

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Corvette 427 Convertible Collector Edition
Chevrolet si presenta all’importante appuntamento del Salone di Detroit (9-22 gennaio) con una coppia di concept destinate al pubblico dei giovani americani (attorno ai 30 anni),…

Ecco la fonte della notizia:
Chevrolet Code 130R Concept
Come già annunciato, una delle principali novità del Motor Bike Expo 2012 sarà l’ “apertura” del salone della moto di Verona alle 4 ruote. Protagoniste di una grande area, nel padiglione 5, saranno infatti le Hot Rod, ovvero le auto, per lo più statunitensi, profondamente personalizzate. In realtà l’iniziativa non segna un cambio di rotta ma piuttosto l’ampliamento della prospettiva entro al quale già si muove il MBE che punta ad abbracciare un panorama più completo del genere custom. Nel campo delle personalizzazioni, infatti, la contrapposizione tra moto e auto è praticamente inesistente e in molti casi i protagonisti del settore sono gli stessi e le fonti di ispirazioni le medesime. L’evento clou del padiglione 5 sarà la customizzazione live di una Dodge Coupé del 1948 in una sorta di workshop ideato e organizzato dal Rumblers Car Club. A coordinare l’intervento di un gruppo di specialisti italiani del settore sarà un’autentica star delle personalizzazioni e cioè Alex Gambino, tecnico statunitense di chiare origini italiane, uno dei massimi esperti americani del settore, considerato tra i numeri 1 al mondo. A raccontare la storia un po’ “maledetta” (e proprio per questo più affascinante) di Gambino è Romano Brida, Presidente dei Rumblers italiani, che è volato in Texas nell’aprile del 2011 appositamente per conoscerlo e che è riuscito a portarlo a Verona. “Se alla vita di Gambino dovessimo dare un titolo – esordisce Brida – potremmo utilizzare quello ideato dalla storica rivista americana “Gearhead” e pubblicato, in italiano, per il reportage che gli ha dedicato nel 2009: “Una vita riacquistata dalle belle macchine!”. L’headline , forse linguisticamente non impeccabile, fa però subito comprendere che è grazie alla passione per le auto che Alex è riuscito a raddrizzare un’esistenza che sembrava compromessa da gravi problemi con la giustizia e da conseguenti, lunghi periodi di detenzione” . Alex Gambino nasce a Buffalo (New York) l’11 settembre 1958. La sua è una famiglia di italo americani da tre generazioni, una vita tranquilla in una cittadina rurale e dei parenti con un cognome e delle attività un po’ “particolari” nella città di New York. La passione di Alex per le auto si manifesta fin da bambino: il padre e il nonno avevano diverse auto, tra cui una Chevrolet Impala del 1959 su cui riversavano passione e tempo libero. Alex soffriva di asma e quindi era costretto a trascorrere lunghi periodi in casa che occupava costruendo modellini di auto. “Alex dice scherzando – è sempre Brida a raccontare – che ha pronunciato la famosa frase “Choppin’ Cars is not a Crime” già all’età di 6 anni mentre con un coltello da cucina scaldato tagliava e modificava le carrozzerie dei suoi modellini”. Gambino ha 13 anni quando i suoi genitori si separano ed emigra con la madre in California. Ad attirare i due verso il grande stato dell’Ovest è sicuramente il clima ma anche la convinzione (che poi si rivela errata) che in California non c’è la mafia italo-americana. Per Alex la nuova casa coincide con un’esplosione di passioni: musica, sesso, auto, moto, club di motociclisti, gang messicane e soprattutto droga. I primi problemi con la giustizia arrivano quando è ancora minorenne e con il passare del tempo si ingigantiscono al punto che Alex trascorrerà ben 17 anni detenuto in diversi istituti penitenziari statunitensi. Gli interminabili periodi in carcere permettono ad Alex di sviluppare due grandi passioni: l’abilità nella lavorazione dei metalli, già acquisita nel periodo correzionale in riformatorio trascorso in carrozzeria, e l’arte del tatuaggio. “Anche per la sua profonda passione per le auto LowRide, Gambino ha sempre avuto un look più simile ai Cholos che non agli italo-americani: si trovava quindi – racconta Brida – in una situazione paradossale di integrazione, non rientrando in nessuno dei diversi gruppi razziali presenti nel sistema carcerario americano (afromaericani, bianchi anglosassoni, sudamericani)”. “Aveva un unico modo per schierasi apertamente e farsi accettare dalla sua comunità bianca ed erano i tatuaggi, sia quelli che porta ancora sul suo corpo sia quelli che realizzava con grande abilità. Ancora oggi dice che è tra i migliori “tattoo artist” del sistema penitenziario americano” . Finalmente, nel 1992, Alex salda i conti con la giustizia del suo paese e, avendo dedicato gli anni della prigione a leggere, studiare e disegnare Custom Car, comprende che questo mondo gli offre l’opportunità per ricominciare a vivere. Inizia così a lavorare duramente su carrozzerie e sistemi idraulici di sospensione, prima sulle auto degli amici poi presso una carrozzeria di San José. “Alex continua a realizzare i suoi sogni a quattro ruote – sottolinea Romano Brida – in uno stile sempre più classico e tradizionale “lowbrow” anni ’60 che non sempre coincide con lo stile “street rod” delle auto custom negli anni ’90”. “All’inizio del nuovo millennio decide di aprire il suo Garage: “Gambino Kustoms” diventa subito un luogo interamente dedicato allo stile ’60 che sempre ha appassionato Alex. Da sottolineare il forte ruolo di sua moglie Suzie in questa nuova avventura”. Il resto è storia recente, molto conosciuta: decine di progetti su auto, pickup e Hot Rod che stanno influenzando da anni gli appassionati sia negli Stati Uniti che in Europa. Una panoramica dei suoi si trova sul sito http://gambinocustoms.com/ “Alex – conclude Brida – vive tutto questo in modo semplice e schietto come ha fatto per il resto della sua vita. Oggi è uno dei customizer più stimati e interessanti della scena statunitense. Ma la prima volta che l’ho incontrato, ad Austin, per il “Lone Start Round Up”, dopo una decina di minuti che chiacchieravamo, Alex ha chiesto alla sua inseparabile Suzie di scattarci una foto con la sua macchina fotografica. Voleva avere un ricordo di un appassionato che dall’Italia era “volato” in Texas per un raduno di auto. Questo è Alex Gambino”.
Originariamente pubblicato su:
Alex Gambino al Motor Bike Expo 2012
Tutti i discorsi riguardanti la nuova Chevrolet Camaro avranno validità solo dopo aver ricevuto la conferma di un elemento. Non si può infatti dar credito alle indiscrezioni senza prima rivelare che sì, il motore V8 6.2 sarà ancora disponibile. Gli otto cilindri non si piegheranno dunque al temuto downsizing – necessario e sempre ben accetto ma pur con qualche eccezione -, ma resteranno fedeli ai più nobili e appetibili centimetri cubici. Nessun turbo o altre raffinatezze tecniche verranno utilizzate da una sportiva poco avvezza alla modernità, che dovrà solo “piegarsi” all’iniezione diretta. Queste indiscrezioni vengono riportate dai ragazzi del forum GMInsideNews , secondo cui il progetto “nuova Camaro” avrebbe già ricevuto il via libera. Debutterà fra circa 36 mesi, nel 2015, e sarà equipaggiata con una trasmissione manuale a sette rapporti o con l’automatico doppia frizione che verranno dapprima riservati alla nuova Corvette C7. Chevrolet Camaro: la nuova generazione debutterà nel 2015
Dopo il kickflip con la Chevrolet Aveo , lo stunt team della casa americana ha rilasciato un altro video. Questa volta la Chevrolet Sonic , nome americano della Aveo, viene guidata su due ruote attraverso un’officina mentre gli operai continuano a lavorare come se nulla stesse accadendo. Il pilota è Jamey Smith che, come riporta anche il video, è alla sua prima guida su due ruote con una Chevrolet Aveo. Video: Chevrolet Aveo stunt su 2 ruote
La Chevrolet Sonic, versione USA della Aveo commercializzata in Europa, è stata usata come skateboard dallo stuntman Rob Dyrdek per lo show americano Fantasy Factory, in onda su MTV….

Vedi i dettagli della notizia:
Una Chevrolet Sonic come uno… skateboard
La Chevrolet Sonic, la versione americana della Aveo, debutta al Salone di Detroit (9-22 gennaio) in un’inedita versione RS dotata di motore turbocompresso e un allestimento sportivo…

Link:
Chevrolet Sonic RS