Auto, moto e competizioni
Le piattaforme di social networking hanno cambiato il nostro modo di comunicare e di sviluppare le relazioni sociali e questo può influire sul nostro stile di vita, a volte in modo molto nocivo, dal momento che questi strumenti possono causare un’elevata dipendenza. Prendiamo per esempio due giovani adolescenti che si conoscono su di un chat di incontri; cresce in loro spasmodica l’attesa snervante di ricevere il messaggino da parte di entrambi, il continuo ripensare a ciò che si è scritto (avrei potuto dire … perché non ho detto …), unitamente all’agonia della ricezione di una risposta li accompagnerà per tutto il giorno e spesso anche durante le ore di sonno. A proposito di sonno, pare che il consiglio “non pensarci e dormici su” sia sbagliato in quanto durante la notte questo stato di ansia è amplificato dai meccanismi di elaborazione psichici. Una ricerca effettuata dai ricercatori della University of Massachusetts Amherst e pubblicata sul Journal of Neuroscience, ha dimostrato che ad esempio dormire dopo un avvenimento traumatico possa rafforzarne il ricordo e non contribuisca a conciliare il sonno. Se poi a tutto ciò aggiungessimo le contratture e le tensioni causate dal computer davanti al quale assumiamo delle posizioni posturali sbagliate che a lungo andare si possono ripercuotere attraverso dolori alla muscolatura o in fastidiosi formicolii derivati da pessime posizioni posturali abitudinarie. Trycel, da sempre vicina ai giovani , propone per migliorare il proprio benessere fisico un nuovo sostegno ortopedico che aumenta la rigidità del materasso (sostegno) senza intaccarne la morbidezza (accoglienza), un modo per aiutare i giovani pieni di pensieri amorosi a prendere sonno e a staccare la spina. Insomma quando si dorme è meglio farlo bene! Cura dei Denti Post originale: Chat e un buon riposo non vanno d’accordo a cura di HelloDir
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Chat e un buon riposo non vanno d’accordo
Il nome Huet Brothers suonerà nuovo ai più, ma gli appassionati delle storiche e delle vetture dal sapore retrò lo conoscono bene, se non altro per la loro ultima proposta, la HB Special del 2007 , una bella barchetta su base Triumph TR6, ovviamente prodotta in volumi molto esigui. I due fratelli olandesi tornano oggi alla ribalta con la Coupé, un modello che è ancora in fase di sviluppo ma che ha tutte le carte in regola per piacere agli appassionati del genere. Comfort e affidabilità di un’auto moderna, stile e carisma di una storica: questo promettono Tino e Paul Huet con la Coupé. La sportiva segna solo 1100 kg sulla bilancia ed è spinta da un 3.0 sei cilindri in linea da 306 CV: HB non fa il nome del costruttore, ma architettura e potenza massima fanno subito pensare a BMW . L’unità può essere abbinata ad un sei marce manuale o addirittura ad un sette marce doppia frizione, con cui la Coupé è in grado di accelerare da 0 a 100 in soli 4,3 s e di raggiungere i 250 km/h di velocità massima. Gli Huet offrono in alternativa un sicuramente meno affascinante 2.0 turbodiesel quattro cilindri da 204 CV (sempre di origine BMW), disponibile con un manuale o un automatico -entrambi a sei marce-. Lo 0-100, con questa motorizzazione, sale a 5,6 s. Huet Brothers sta già pensando ad una variante della Coupé caratterizzata da prestazioni ancor più elevate, e ad un suo possibile impiego agonistico. I prezzi di questa intrigante proposta olandese non sono ancora stati specificati. Via | Autoblog.com Huet Brothers Coupé
Il Repsol Honda Team ha sfruttato al meglio la seconda giornata di test a Sepang (Malesia). Casey Stoner che ha centrato il miglior tempo in 2’00.895, Dani Pedrosa ha invece chiuso quarto a poco pià di sei decimi dal compagno di squadra. Casey ha effettuato un ottimo lavoro, concentrandosi principalmente sulla comparazione tra due diversi telai della sua RC213V. Dani Pedrosa ha dedicato la seconda giornata di prove alla messa a punto della sua moto, concentrandosi sulla frenata. Ha provato inoltre varie soluzioni per migliorare la stabilità della nuova mille in entrata di curva e per ridurre il chattering, chiudendo con il quarto miglior tempo, 2’01.508. “E’ stato bello poter tornare a guidare, oggi è andato tutto abbastanza bene, anche se avrei voluto fare qualche giro in più. – ha detto Casey Stoner – Abbiamo usato principalmente il nuovo telaio, procedendo con un lavoro di comparazione con quello che avevamo a Valencia, abbiamo trovato una buona direzione e capito la strada da percorrere. Come sempre, sarebbe bello poter prendere alcuni aspetti di un telaio e altri dal secondo. Questo pomeriggio abbiamo utilizzato la gomma anteriore dura, riscontrando però un aumento del chattering. Dovremo lavorare su questo aspetto perché ci sono margini di miglioramento. Non abbiamo avuto modo di testare le gomme con le nuove specifiche che Bridgestone ha portato qui, le proveremo domani e da queste partiremo a lavorare”. Team Repsol Honda Sepang Day 2 Infine le parole del pilota spagnolo della Honda, Dani Pedrosa : “Oggi abbiamo iniziato a lavorare bene fin dalla prima uscita, le condizioni della pista erano migliori rispetto a ieri e faceva anche più caldo. Abbiamo lavorato sul setting della moto, concentrandoci sulla frenata, abbiamo provato varie soluzioni per ridurre il chattering e migliorare la stabilità in ingresso di curva. Questo al momento è la nostra priorità. Abbiamo comparato inoltre due telai leggermente diversi, ma dobbiamo ancora lavorare sulla moto prima di prendere una decisione. Ci aspetta un altro giorno di test, così proveremo altre cose con gli ammortizzatori, questo potrebbe aiutare. Lavoreremo anche sulla pressione delle gomme. Non ho completato molti giri, adesso però è arrivato il momento di macinare il maggior numero di chilometri, ma qualche volta devi passare tanto tempo ai box, anche questo è normale. Le nuove Bridgestone funzionano abbastanza bene, ne ho pr ovata solo una dura posteriore, ma non avevamo molto grip, le morbide funzionano meglio e sembrano avere anche una buona durata”. Casey Stoner: “possiamo migliorare ancora…”
Riprende prepotentemente la corsa dei carburanti che fanno segnare anche oggi nuovi picchi record nei prezzi alla pompa . Non si ferma, dunque, la crescita folle del costo di benzina e diesel e si avvicina sempre di più la quota monstre di 2 euro al litro. Continua a leggere Prezzi benzina: nuovi record!… Commenta
Ci troviamo all’ Autodromo di Monza per la presentazione alla stampa del Team BMW Motorrad Italia SBK . La squadra italiana si prepara ad affrontare il Campionato Mondiale Superbike 2012 con due piloti italiani Ayrton Badovini e Michel Fabrizio ed il Campionato FIM Cup Superstock 1000 con Lorenzo Baroni e Sylvain Barrier. Attesa la colorazione definitiva della S1000RR blu e oro. Update: nel seguito del post tutti i video della presentazione e le dichiarazioni dei protagonisti. Presentazione Team BMW Motorrad Italia SBK Andrea Buzzoni , Direttore di BMW Motorrad Italia e Responsabile del progetto SBK, ha dichiarato: “Il 2011 è stato un anno positivo sia dal punto di vista del business che sportivo. Commercialmente, abbiamo mantenuto e rafforzato la posizione di leader in una condizione socioeconomica e di mercato abbastanza complessa. In ambito sportivo è stato un anno di apprendistato, seppur con un brevissimo periodo di start up, che non ha mancato di emozionarci, penso alla gara di Misano, dove, il poco più che esordiente Ayrton ha raggiunto il 4° posto sfiorando il podio dopo soli 6 round dall’inizio del nostro primo mondiale. Nonostante la squadra abbia potuto contare praticamente su un solo pilota a causa dei problemi fisici di James Toseland, siamo entrati nella top ten del campionato, raggiungendo così l’obiettivo che c’eravamo posti”. “Nel 2012, sfruttando la continuità temporale, abbiamo iniziato lo sviluppo delle nuove moto con una tempistica adeguata, abbiamo capitalizzato l’esperienza dello scorso anno anche nel trovare maggiori risorse dedicate al progetto. Crediamo di avere la competenza tecnico sportiva, i piloti (Ayrton in robusta ascesa e Michel con un talento già manifesto) e una forte e motivata squadra che ci possono e ci devono far crescere ulteriormente in termini di competitività e risultati. L’obiettivo è quello di avvicinarci in modo consistente alla top five ed entrarci il più spesso possibile. In STK vogliamo confermare la nostra comprovata competitività di vertice e riconquistare il titolo già vinto in modo eloquente nel 2010. Grazie alla rinnovata BMW S 1000 RR, alle straordinarie doti e cuore di Sylvain Barrier, all’arrivo della giovane promessa Lorenzo Baroni e ad una squadra di grande esperienza e professionalità ci affacciamo al campionato con determinata ambizione” . “Il progetto 2012 inoltre si avvale dell’importante contributo di un nuovo Title Sponsor, GoldBet. Siamo orgogliosi di avere un importante partner con il quale nei prossimi anni siamo certi di poter crescere costantemente e ringrazio personalmente e a nome di BMW Motorrad GoldBet della fiducia riposta”. Serafino Foti , Direttore Sportivo del BMW Motorrad Italia GoldBet SBK Team, ha dichiarato: “Quest’anno rispetto al precedente abbiamo iniziato lo sviluppo delle nuove moto con largo anticipo. Abbiamo già iniziato i test con tre giorni a Portimao, finalmente con il bel tempo, e proseguiremo in Australia. Infatti nella settimana precedente la prima gara avremo una sessione di tre giorni di test privati, dopodiché parteciperemo ai test Infront, questo ci consentirà di affinare ulteriormente le moto e il feeling tra moto e piloti. Sono molto soddisfatto del lavoro che il Team sta portando avanti da molti mesi in vista del prossimo campionato”. “Nel 2012 abbiamo due nuovi piloti, Michel Fabrizio in SBK e Lorenzo Baroni in STK. Michel conosce molto bene il nostro Team con cui ha già lavorato, sono certo che si troverà subito a suo agio e questo gli consentirà di esprimersi al meglio. Lorenzo è un pilota giovane ma che ha già una discreta esperienza di gare internazionali, è giovane e può crescere in maniera importante”. “Ayrton Badovini e Sylvian Barrier proseguono il loro percorso: Ayrton è con noi da tre anni e dopo aver vinto la STK nel 2010 ha esordito nel Mondiale SBK con ottimi risultati e, in più, ha svolto da solo il lavoro di sviluppo della moto nello scorso Campionato. Sylvian ha dimostrato di essere veloce e determinato, con un anno di esperienza in più e con la nuova moto potrà sicuramente migliorare”. WSBK: Live @ Presentazione Team BMW Motorrad Italia SBK
Nel corso della presentazione delle nuove gomme Pirelli per la stagione di Formula 1 2012 , abbiamo avuto l’opportunità di fare quattro chiacchiere con il direttore Ricerca & Sviluppo dell’azienda italiana, Maurizio Boiocchi, e con il direttore di Pirelli Motorsport, Paul Hembery. Li abbiamo intervistati per voi. La stagione 2011 ha segnato il ritorno di Pirelli nel Circus della Formula 1: qual è il bilancio di questo “nuovo” debutto? Maurizio Boiocchi: “Erano diciannove anni che non avevamo modo di partecipare alla Formula 1. La chiusura del contratto di Bridgestone, che pensavamo rinnovasse nuovamente per un anno o due, possibilità in cui confidavano anche FIA e FOTA, ha messo Pirelli nelle condizioni di potersi fare avanti. Abbiamo fatto degli incontri, sia tecnici che di business, con degli aspetti commerciali ed alla fine siamo partiti a maggio del 2010. Facendo un consuntivo da questa data sino ad oggi, direi che siamo molto orgogliosi del risultato ottenuto. Gli strettissimi tempi che avevamo a disposizione sembravano non essere coerenti con quello che ci apprestavamo ad affrontare e sono stati l’angoscia di tutti questi mesi. Un ostacolo che siamo riusciti a superare grazie ad un team di persone giovani, motivate e molto appassionate di Formula 1; siamo riusciti a fare quello che sembrava impossibile. Dopo un inizio con qualche incertezza da parte di alcuni team per la durata degli pneumatici, le squadre hanno imparato a capire che le nostre gomme non erano quelle della Bridgestone e poi alla fine dell’anno ci han detto: “Adesso durano troppo”. La gente – scherza Boiocchi sorridendo – non è mai contenta! Comunque cercheremo anche quest’anno, specie dopo aver progettato delle mescole con scelte tecnicamente più “aggressive”, di far contenti tutti.” Paul Hembery: “Il Bilancio è molto positivo: non è un nostro giudizio, bensì quello dato da tutte le squadre che hanno preso parte al campionato, da Bernie Ecclestone e dal pubblico. Pirelli ha dato qualcosa in più alla Formula 1, un “po’ di anima” se vogliamo; qualcosa che non esisteva prima con gli altri gommisti. Ora, avendo in mano i dati e l’esperienza di diciannove gare, siamo ancora più sicuri per il 2012. Abbiamo imparato che la Formula 1, anche nell’ottica della monofornitura, è uno sport molto esigente e che richiede perfezione, sempre più di quanto si potrebbe immaginare. Questo è il dna della F1, il motorsport più competitivo che esista nel mondo. Per noi andare avanti in questa esperienza significa la volontà di replicare quello che abbiamo creato nel 2011. Non sarà facile perché mancherà quell’elemento di sorpresa che abbiamo avuto all’inizio della stagione 2011, quando il cambiamento è stato forte; ma a fine stagione tutte le squadre hanno imparato ad usare e gestire le gomme. Pirelli per il 2012 ha deciso di introdurre piccole modifiche, tre mescole nuove; perché l’anno scorso si è registrato una differenza troppo elevata nel picco di prestazioni tra le mescole usate in gara, fino ad 1.5 secondi. E questo ha creato una situazione in cui le strategie in gara sono diventate molto simili verso la fine della stagione: i vari team hanno sfruttato le mescole più morbide, prestazionalmente superiori, usando tutti e tre i treni disponibili all’inizio delle gare ed utilizzando quelle più dure solo per il fine gara. Nei casi peggiori anche all’ultimo giro. Questo perché la mescola dura aveva meno degrado, ma generava un divario prestazionale troppo grande rispetto alle gomme morbide. Ecco perché nel 2012 le gomme saranno molto più simili nel loro picco prestazionale, con differenze al giro sotto al secondo.” Quante persone lavorano al settore Pirelli dedicato alla Formula 1? Maurizio Boiocchi: “Cinquanta persone svolgono l’attività più legata alla pista, coordinati da Paul Hembery; una trentina si occupano dello sviluppo dei calcoli in base alle informazioni provenienti dai diversi tracciati, mentre una decina sono responsabili del monitoraggio delle mescole. Poi ovviamente abbiamo la fabbrica, con circa 130/140 persone dedicate in gran parte alle gomme di F1. Uno schieramento che non è immenso, considerando che in ogni gara si portano dai 1000 ai 1100 pneumatici; se poi piove c’è anche da fare montaggio e smontaggio. Inoltre ogni team esige un servizio assolutamente eccellente.” Dottor Boiocchi, durante la presentazione delle nuove gomme, abbiamo notato la forte valorizzazione grafica del logo Pirelli, del nuovo brand “Cinturato” e delle diverse cromie sulle spalle degli pneumatici: possiamo dire che questa scelta, oltre a rendere più chiaro che tipo di coperture stanno adottando le monoposto nelle specifiche fasi di gara, rilancia ulteriormente l’immagine del brand Pirelli? Maurizio Boiocchi: “Si; direi che la Formula 1 è entrata molto bene in una strategia di premium company, come ribadito anche dal dottor Tronchetti Provera, volta a vedere Pirelli che cresce. Abbiamo un piano triennale 2010/2013 col target di passare da 52 milioni di pneumatici prodotti annualmente a 78 milioni. In questa strategia rientrano nuove fabbriche, nuovi mercati; soprattutto dove ancora non siamo molto conosciuti come marchio, come in Cina, in Russia ed altre parti del mondo. Avere dalla nostra parte la visibilità che garantisce la Formula 1, rappresenta per noi una grande opportunità per riqualificare il nostro marchio ed imprimerlo nella memoria di tutte le persone che seguono la F1 come un brand competitivo e di alto livello tecnologico.” In questa ottica di valorizzazione del brand, c’è la possibilità che queste grafiche arrivino anche sugli pneumatici di serie, dedicati alle vetture stradali al altissime prestazioni, o a quelle per cui Pirelli realizza dei set specifici? Maurizio Boiocchi: “Certamente si: Il P Zero Silver ad esempio, che abbiamo presentato in anteprima al GP di Monza e presenteremo in occasione degli imminenti test in programma ad Jerez, e che sarà in commercio a partire da Aprile/Maggio, si caratterizza proprio per questo rilancio grafico. La scritta silver è infatti realizzata in colore argento, un aspetto estetico caratterizzante per un pneumatico realizzato mediante un impianto robotizzato che è un parente strettissimo di quello che abbiamo usato per fabbricare gomme di Formula 1.” La stagione di F1 conclusa vi ha consentito di raccogliere nuovi dati, progettare una nuova famiglia di pneumatici ed evolvere una serie di tecnologie di alto livello: quanto di tutto questo arriva al prodotto di grande serie? Maurizio Boiocchi: “Se abbiamo dei progettisti tanto bravi e dotati di un know-how aziendale così forte da renderli capaci di progettare pneumatici per la Formula 1, essi saranno sicuramente in grado di progettare prodotti stradali con caratteristiche tecnologiche non meno che eccellenti. Tuttavia il vero valore aggiunto della F1 risiede appunto nel know-how e nella velocità di ottimizzare le conoscenze e gli strumenti che abbiamo a disposizione, non soltanto per le competizioni ma anche per le gomme stradali. La divisione dedicata alla Formula 1 fa parte della nostra struttura di ricerca e sviluppo di cui è parte integrante: chi progetta per la F1 lavora fianco a fianco a chi si dedica allo sviluppo di pneumatici invernali, ai “Cinturato”, ai P Zero da gara ed a quelli stradali. Un gruppo unico appunto.” Paul Hembery: “Esiste sicuramente un trasferimento di tecnologie dal motorsport al mondo delle auto di serie; ma succede anche il contrario. Questo sia a livello di simulazioni, ricerca, sia a livello di mezzi di produzione. Ci sono anche processi produttivi che abbiamo sviluppato per la Formula 1, derivati da processi produttivi per il nostro alto di gamma. Ovviamente una mescola di F1 non sarà mai utilizzata nella stessa ottica di un prodotto stradale; tuttavia ci sono concetti a livello chimico che sono strettamente collegati alla produzione per veicoli stradali. Essi garantiscono certamente un legame molto importante fra il motorport in generale ed il prodotto stradale.” Il regime di “monogomma”, che vede Pirelli come fornitore unico, non rischia di diventare pericoloso per quanto riguarda lo sviluppo tecnico? Quali sono gli stimoli che portano Pirelli a fare ricerca in assenza di “avversari diretti” come Michelin o Bridgestone. Maurizio Boiocchi: “Il tema della fornitura unica risiede nei grandi costi e nel fatto che i team, tendenzialmente, preferiscono avere “l’effetto pneumatico” neutrale sulla competizione e sul suo sviluppo. Altrimenti, scegliendo il gommista sbagliato, potrebbero ritrovarsi con la migliore monoposto tuttavia incapace di vincere. Dal nosro punto di vista lo stimolo a far sempre meglio è costante: il contratto per la fornitura di pneumatici da F1 dura appena 3 anni, un tempo irrisorio dal punto di vista degli investimenti progettuali e di quelli sulla conoscenza del mondo della F1; di conseguenza lavoriamo contro noi stessi per diventare sempre più bravi e non dare modo ai team ed agli organizzatori di aver bisogno di un fornitore migliore di Pirelli.” Paul Hembery: “Ovviamente nel regime di monogomma, la ricerca diventa più lenta nel senso che non possiamo innovare con lo stesso passo che si potrebbe avere in un’ottica di competizione fra gommisti. Questo è vero. Ma non vuol dire che non ci sia innovazione, perché la Formula 1 richiede tantissimo alle gomme e sono pochi i gommisti che possono produrle per questo tipo di competizione. Non a caso i complimenti più importanti che abbiamo ricevuto lo scorso anno, sono venuti da altri costruttori di pneumatici che hanno partecipato alla Formula 1 in passato, che hanno ben presente cosa significhi fare gomme per la Formula 1. Quindi, se da un lato è vero che il passo con cui si muovono ricerca e sviluppo è leggermente più lento, d’altra parte il ritorno a livello di immagine, di interesse del pubblico nelle F1 per quanto riguarda le gomme è stato molto superiore al passato. Fra i costruttori di gomme esistono 2 teoremi: in un’ottica di competizione fra gommisti, quando una squadra vince non è mai per merito delle gomme; quando perde è invece sempre colpa del pneumatico. Se invece si è in un’ottica di monofornitura, allora il pubblico parla di gomme solo quando ci sono problemi, come successo ad Indianapolis. Quindi la situazione per i gommisti è molto difficile nel motorsport, tanto che viene quasi da chiedersi perché le aziende decidano di cimentarsi in queste attività. Tanto più dal momento che è difficile creare interesse. Noi invece siamo riusciti a creare quasi una competizione con noi stessi: abbiamo generato una situazione in cui le squadre hanno in mano un prodotto che insieme ai piloti devono gestire al meglio, facendo la differenza. E questo è senz’altro il segreto del nostro successo nel 2011.” Qual è la differenza principale tra l’impegno che Pirelli sta impiegando nella Formula 1 rispetto alle altre competizioni del Motorsport in cui l’azienda è impegnata? Maurizio Boiocchi: “La differenza in questo tipo di impegno sta negli interlocutori: in F1 si dialoga con quelli che ritengo essere i migliori tecnici al mondo, dotati di competenze e talvolta mezzi straordinari. Quando si affronta il WRC o il Grand-Am in Nord America si ragione e si parla con dei livelli decisamente più bassi, sia di potenzialità in termini di know-how, di strumenti, risorse da parte dei team, che di sofisticatezza del veicolo. Una vettura da Rally è relativamente semplice rispetto ad una F1, così come le risorse di una squadra di Formula 1 sono, in termini di investimenti, estremamente più consistenti. In questo senso, la Formula 1 non ha quasi un limite: diventa così importante avere la soluzione migliore, quella più competitiva che tutto il resto va in secondo piano. Tutte le altre competizioni invece si trovano prima o poi a fare i conti con le risorse a disposizione, con i mezzi e con l’abilità delle persone impiegate.” Da un punto di vista tecnico, ma anche industriale, qual è il target di Pirelli per la stagione di Formula 1 del 2012? Maurizio Boiocchi: “Tenere sempre alta l’attenzione sulla qualità del prodotto, portare in pista pneumatici senza difetti, senza problemi; ed al tempo stesso consentire, attraverso strategie il più articolate possibile, la fornitura del set di “Prime” ed “Option” migliore per ogni vettura in gara; questo in maniera che i piloti possano giocarsi ogni GP in maniera più paritetica rispetto a quanto non è successo nel 2011, dove abbiamo visto una RedBull inarrivabile: questo perché, o la macchina era davvero straordinaria, o ha saputo interpretare meglio regolamenti e scelta dei pneumatici. La speranza è quindi quella di poter consentire a certi team di fare più una strategia sulle gomme Prime e ad altri una basata più sulle Option, dando quindi la possibilità di essere più competitivi a tutti.” Paul Hemebery: “Nel 2012 il nostro target è contribuire a creare interesse nella Formula 1 come avvenuto nel 2011. Quello di Pirelli è un ruolo piccolo ma importante, nel senso che le gomme rimangono un elemento fondamentale nelle strategie dei GP. Questo è il principale obiettivo.” Se è vero che la sinergia fra Pirelli ed i vari team si è rivelata cruciale per lo sviluppo delle gomme, con quale dei team riuscite a relazionarvi meglio? Maurizio Boiocchi: “Siamo abbastanza affiatati con tutti: abbiamo cercato di essere molto equilibrati, cercando di non prendere le parti di nessuno in particolare. Questo è stato proprio uno dei primi obiettivi perseguiti nell’ottica di evitare eventuali ed infondate accuse di favoritismi. Tutti i team si sono rivelati estremamente collaborativi. Con le squadre più piccole il tema rimane maggiormente collegato alla disponibilità di risorse: sono veramente più in difficoltà rispetto alle Scuderie di punta, dotate quasi all’eccesso in questo senso.” Un’ultima domanda per Paul, grande appassionato del pallone ovale: che ne pensi della Nazionale Italiana di Rugby? Paul Hemebry: “Visto il numero veramente esiguo di giocatori di cui disponete in tutta Italia rispetto ad altri Paesi in cui si gioca questo sport, a livello rugbystico state facendo decisamente un miracolo.” Intervista curata da : Omar Abu Eideh e Rosario Scelsi Pirelli: ad Abu Dhabi la presentazione degli pneumatici di F1 per il 2012 – Intervista a Maurizio Boiocchi e Paul Hembery
Renault celebra quest’anno il cinquantesimo compleanno della Alpine A110 Berlinetta e potrebbe presentarne una rivisitazione moderna al Salone di Parigi . La notizia, riportata sulle pagine di autocar, è stata divulgata da Laurens van den Acker, capo del design del marchio francese. L’auto sarà una sportiva, probabilmente a motore posteriore come l’originale, ma non si esclude una motorizzazione ibrida o elettrica con 4 ruote motrici. E’ ancora presto per fare delle ipotesi a riguardo ma, a quanto detto da van den Acker, l’auto per avere un futuro commerciale dovrebbe essere vendibile soprattutto in mercati come la Cina e l’America visto il grande costo di progettazione di un eventuale modello di serie. Renault: al Salone di Parigi un prototipo con marchio Alpine?
La Bosch Automotive Aftermarket è pronta ad acquisire la SPX Service Solutions, azienda americana che sviluppa e produce strumenti di diagnostica e assistenza, attrezzature da officina…

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SPX Service Solutions entra nell’orbita Bosch
Il Team Imperiali Racing ha scelto Agostino Santoro come secondo pilota che correrà nel CIV (Campionato Italiano Velocità) categoria Moto3 . Santoro affiancherà Stefano Valtulini nella compagine capitolina. Santoro è nato a Piedimonte Matese (CE) il 18 Ottobre 1996 e dopo aver mosso i primi passi nelle competizioni motociclistiche con le mini moto, è passato alle più grandi MiniGP, scelto nel 2008 dalla Honda per il trofeo HIRP. L’anno successivo Agostino partecipava al Trofeo Xtreme Honda mentre nel 2010 optava per il campionato senior 70 Mini GP per moto a quattro tempi. A coronamento di alcuni anni trascorsi nella fucina della MiniGP, l’anno scorso il giovanissimo pilota casertano si è aggiudicato il campionato Pre GP Factory dimostrandosi maturo al passaggio di categoria che lo porterà a disputare il campionato italiano in sella alla Honda NSR 250R dell’Imperiali Racing team. “Sono contento di poter annunciare che il prossimo anno farò parte dell’Imperiali Racing Team e che debutterò nel Campionato Italiano Velocità nella categoria Moto3. – ha detto il giovanissimo Agostino Santoro – L’idea di poter gareggiare nel CIV Moto3 mi entusiasma e non vedo l’ora di salire sulla mia nuova moto. Il team Imperiali Racing mi ha fatto subito una buona impressione e grazie all’aiuto dei professionisti che compongono la squadra sono certo che riuscirò ad imparare al più presto a conoscere la moto e a sfruttarne tutto il potenziale. Essendo la mia prima stagione nel CIV non mi pongo obiettivi particolari se non quello di impegnarsi al massimo per ricompensare il team e la mia famiglia per quanto stanno facendo per me”. Stefano Valtulini : “Non conosco ancora bene il mio compagno di squadra Agostino, ma sono certo che potremo lavorare in armonia, aiutandoci a vicenda. Mi sto allenando molto per arrivare in buone condizioni all’inizio del CIV. Voglio farmi trovare pronto per sfruttare sin dall’inizio questa grande possibilità che mi è stata offerta dall’Imperiali Racing Team che ringrazio così come la mia famiglia. A breve dovremmo conoscere la data dei nostri primi test e sono davvero ansioso di poter conoscere la mia nuova moto e di lavorare con i tecnici della mia squadra”. Gianluca Di Carlo : “Siamo contenti di dare il benvenuto ad Agostino nel nostro team. Abbiamo sentito parlare molto bene di lui e sin dal nostro primo incontro abbiamo avuto la conferma che ha tutte le caratteristiche che cercavamo per il pilota della nostra squadra. Pur essendo davvero molto giovane è già serio e determinato e l’ambiente famigliare che lo circonda lo aiuterà a crescere come pilota e come uomo. Con lui e Stefano Valtulini la nostra squadra ora è al completo e stiamo definendo un programma di test che ci consentiranno di lavorare sulle moto assieme ai nostri due piloti per essere pronti per i primi impegni ufficiali della stagione”. CIV, Moto3: Agostino Santoro con Imperiali Racing Team