Auto, moto e competizioni
Alla fine dello scorso anno, Chrysler ha annunciato il rientro in listino di una nuova Dodge Viper SRT, con la riapertura dello stabilimento di Conner Avenue, dove nasceva la Viper…

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Primo teaser della nuova Viper SRT
Los Angeles, California . Il terzo round dell’AMA/FIM Supercross Series 2012 si è disputato sabato presso il Dodger Stadium, tempio del baseball e ormai anche del Supercross, viste le migliaia di presenze registrate negli ultimi anni. Il venerdì la pioggia ha bagnato la pista e i tecnici hanno dovuto coprire il tracciato con dei teloni per evitare che il terreno diventasse troppo fangoso. Tuttavia, le condizioni meteorologiche sono andate migliorando e hanno permesso ai piloti di provare il tracciato asciutto. Villopoto segna il miglior tempo nella classe Regina e Eli Tomac il miglior tempo nella 250 Lites. Alle 19.30, l’inno nazionale e i fuochi d’artificio segnano l’inizio delle gare. Si parte con la 250 Heat 1 , dove Anstie guadagna l’holeshot ma perde presto la prima posizione, regalando la leadership a Ryan Sipes che va’ a vincere la manche seguito da Dean Wilson. La 250 Heat 2 inizia con il rapido scatto di Eli Tomac, che cede presto la posizione a Martin Davalos che vince la manche con alle spalle Tomac e Musquin. E’ il turno dei pezzi grossi, che si schierano al cancelletto per la Supercross Heat 1 . Giù il cancelletto e James “Bubba” Stewart mette la sua ruota anteriore davanti a tutti alla prima curva, guadagnando l’holeshot! Il numero 7 del Team JGR Toyota/Yamaha comincia a guadagnare terreno su Mike Alessi che si tiene alle spalle Short e Reed, che cade e perde alcune posizioni. Stewart vince la manche con Alessi alle spalle e Short in terza posizione. Si passa così alla Supercross Heat 2 , dove Weimer conquista l’holeshot davanti al compagno di squadra Ryan Villopoto. Il Campione 2011 non perdona, e passa in fretta Weimer che si tiene stretta la seconda posizione. A fine manche, Villopoto taglia per primo il traguardo e Weimer rimane in seconda posizione seguito da Canard e Dungey. Metà serata è già passata, ma il bello deve ancora venire! I tecnici preparano la pista per il 250 West Main Event , la manche finale di 15 giri che vedrà i giovani piloti darsi battaglia nella terra smossa dalle più potenti 450. Dopo il cancelletto, Eli Tomac guadagna il secondo holeshot della giornata e si piazza davanti a Davalos e Osborne. Dean Wilson è in quarta posizione, davanti a Musquin e Rattray che lottano per la quinta posizione. Nel frattempo Tomac guadagna 15 secondi su Davalos e taglia per primo il traguardo. Sul podio: Eli Tomac, Martin Davalos e Zach Osborne. Il vincitore ha commentato: “E ’stato pazzesco. Quando sono uscito dal cancelletto mi sono sbilanciato un po’ ma poi sono riuscito a tenere un buon ritmo per tutti i 15 giri. E’ davvero un ottimo inizio e spero di fare altrettanto bene nella prossima gara!” La serata è quasi conclusa, manca solo la manche più importante: il Supercross Main Event . I piloti si schierano al cancelletto pronti ad affrontare i 20 giri dopo i quali verrà eletto il vincitore di questa gara di Los Angeles. Gas a manetta e giù il cancelletto: Ryan Dungey conquista l’holeshot ma Villopoto lo passa alla seconda curva. Dopo un triplo salto, Canard si scontra con Ryan Morais e sbattono violentemente sul terreno. I commissari di gara sventolano la bandiera rossa e la gara viene interrotta. Non si capisce ancora la dinamica dell’incidente, sembra che Morais sia atterrato su Canard dopo il salto. Nell’impatto Canard si è fratturato la schiena e verrà operato al più presto, mentre Ryan Morais è stato ricoverato con una commozione cerebrale e una frattura alla mascella. Nel frattempo i piloti si schierano al cancelletto per la seconda volta. Alle 22.00 scatta di nuovo il Supercross Main Event e questa volta è Ivan Tedesco a conquistare l’holeshot ma passato subito da Weimer che conquista la leadership davanti a Villopoto che scivola e perde posizioni. Adesso è Stewart ad inseguire Weimer, seguito da Reed e Dungey. Al quarto giro Reed passa Stewart e comincia a farsi sentire da Weimer, mentre Dungey marca stretto il gruppo di testa. I quattro lì davanti mettono in scena uno spettacolo da paura, mentre Villopoto risale dalla 15esima alla 12esima posizione. Al settimo giro Stewart passa Weimer e lo costringe a rallentare, permettendo così a Dungey di salire in terza posizione. Lo spettacolo si fa sempre più emozionante, mentre Villopoto rimonta fino all’ottava posizione. Al 12° giro, Stewart esagera e scivola in curva e Dungey passa in seconda posizione, mentre Bubba rimonta in terza. Anche in questa gara, Villopoto segna una rimonta da paura e si piazza in quinta posizione, alle spalle di Stewart che prova a raggiungere Dungey. Alla fine della spettacolare manche, Chad Reed taglia il traguardo seguito da Ryan Dungey che si accontenta della seconda posizione. Terzo posto per James Stewart e quarta posizione per un grande Ryan Villopoto che dimostra di saperci fare grazie alle sue rimonte da paura . Con in braccio il figlioletto, Chad Reed commenta felice: “Ce l’ho messa tutta per ripetere i risultati dello scorso anno. Non so cosa sia successo a Canard e Morais, ma gli auguro di guarire presto. Non amo guardare la gara da dietro, farò di tutto per rimanere davanti!” Ryan Dungey mantiene la leadership in classifica e dice: “Bellissime le gare di oggi. I tecnici di pista hanno fatto un ottimo lavoro. L’inizio è andato bene e a metà gara ho provato a migliorare il ritmo ma Chad aveva troppo vantaggio. E’ bello essere i primi in classifica e ce la metterò tutta per rimanere lì in alto!” James Stewart ha dichiarato: “Ho fatto un errore in quel punto della pista, ma ce l’ho messa tutta per tenere almeno la terza posizione. La prossima settimana lavorerò duro per stare davanti!” Nel video l’intervista a Erik Kehoe, Team Manager del Team American Honda Muscle Milk di Canard. Augurando una pronta guarigione ai due piloti feriti in gara, rinnoviamo l’appuntamento per il prossimo week-end presso il O.co Coliseum di Oakland, California. Ne vedremo delle belle! Risultati Supercross Main Event Dodger Stadium, Los Angeles : 1) Chad Reed – HON 2) Ryan Dungey – KTM 3) James Stewart – YAM 4) Ryan Villopoto – KAW 5) Brett Metcalfe – SUZ 6) Davi Millsaps – YAM 7) Josh Hansen – KAW
Broc Tickle – KAW 9) Kevin Windham – HON 10) Mike Alessi – SUZ Classifica Generale Supercross 2012 1) Ryan Dungey – 67 2) Chad Reed – 63 3) Ryan Villopoto – 63 4) James Stewart – 48 5) Jake Weimer – 48 6) Kevin Windham – 43 7) Brett Metcalfe – 38
Josh Hansen – 36 9) Andrew Short – 36 10) Davi Millsaps – 28 Video gara 450 3 ° Round AMA/FIM Supercross Series 2012: Reed davanti a tutti, ma Dungey rimane in testa alla classifica
AMG potrebbe esporre la SLC durante uno fra i principali saloni automobilistici dell’anno corrente. Lo riporta Motor Trend , senza tuttavia precisare l’origine di una indiscrezione che resta al momento senza paternità definita. Questa voce tuttavia aggiunge un dettaglio non secondario alle informazioni raccolte finora: la SLC verrà proposta con marchio AMG e sarà quindi priva dei loghi Mercedes, seguendo il medesimo iter della futura SRT Viper che rinuncerà al nome Dodge. La sportiva tedesca avrà due posti e dimensioni compatte, passo inferiore rispetto alla SLS ed un motore 8 cilindri meno potente, con cilindri da 500cc come i futuri 4L 2.0 e 6L 3.0. La scelta è quindi obbligata. Sotto il cofano, in posizione anteriore, verrà dunque collocato il nuovo V8 4.0 con potenza di circa 420 CV, abbinato al cambio doppia frizione DCT. I tecnici AMG lavoreranno poi sul contenimento dei pesi e taglieranno qualche decina di chili rispetto ai 1.620 della SLS. AMG: la sportiva compatta verrà lanciata quest’anno?
Al Consumer Electronics Show di Las Vegas (10-13 gennaio), Dodge presenterà il pacchetto Blacktop per la sportiva berlina Charger. La vettura sarà riconoscibile per alcuni accorgimenti…

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Dodge Charger Blacktop
Da quando i gruppi Fiat e Chrysler si sono alleati, non c’è decisione, evento societario, nuovo modello che non faccia discutere da entrambe le parti dell’Oceano. Succede anche oggi…

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Dodge Dart, le impressioni degli americani
Sorella dell’Alfa Romeo, ma figlia unica. Il paradosso riguarda la novità Chrysler per il Salone di Detroit (9-22 gennaio 2012), la Dodge Dart. In un 2012 impegnativo per il Gruppo…

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Dodge Dart
Come già annunciato, una delle principali novità del Motor Bike Expo 2012 sarà l’ “apertura” del salone della moto di Verona alle 4 ruote. Protagoniste di una grande area, nel padiglione 5, saranno infatti le Hot Rod, ovvero le auto, per lo più statunitensi, profondamente personalizzate. In realtà l’iniziativa non segna un cambio di rotta ma piuttosto l’ampliamento della prospettiva entro al quale già si muove il MBE che punta ad abbracciare un panorama più completo del genere custom. Nel campo delle personalizzazioni, infatti, la contrapposizione tra moto e auto è praticamente inesistente e in molti casi i protagonisti del settore sono gli stessi e le fonti di ispirazioni le medesime. L’evento clou del padiglione 5 sarà la customizzazione live di una Dodge Coupé del 1948 in una sorta di workshop ideato e organizzato dal Rumblers Car Club. A coordinare l’intervento di un gruppo di specialisti italiani del settore sarà un’autentica star delle personalizzazioni e cioè Alex Gambino, tecnico statunitense di chiare origini italiane, uno dei massimi esperti americani del settore, considerato tra i numeri 1 al mondo. A raccontare la storia un po’ “maledetta” (e proprio per questo più affascinante) di Gambino è Romano Brida, Presidente dei Rumblers italiani, che è volato in Texas nell’aprile del 2011 appositamente per conoscerlo e che è riuscito a portarlo a Verona. “Se alla vita di Gambino dovessimo dare un titolo – esordisce Brida – potremmo utilizzare quello ideato dalla storica rivista americana “Gearhead” e pubblicato, in italiano, per il reportage che gli ha dedicato nel 2009: “Una vita riacquistata dalle belle macchine!”. L’headline , forse linguisticamente non impeccabile, fa però subito comprendere che è grazie alla passione per le auto che Alex è riuscito a raddrizzare un’esistenza che sembrava compromessa da gravi problemi con la giustizia e da conseguenti, lunghi periodi di detenzione” . Alex Gambino nasce a Buffalo (New York) l’11 settembre 1958. La sua è una famiglia di italo americani da tre generazioni, una vita tranquilla in una cittadina rurale e dei parenti con un cognome e delle attività un po’ “particolari” nella città di New York. La passione di Alex per le auto si manifesta fin da bambino: il padre e il nonno avevano diverse auto, tra cui una Chevrolet Impala del 1959 su cui riversavano passione e tempo libero. Alex soffriva di asma e quindi era costretto a trascorrere lunghi periodi in casa che occupava costruendo modellini di auto. “Alex dice scherzando – è sempre Brida a raccontare – che ha pronunciato la famosa frase “Choppin’ Cars is not a Crime” già all’età di 6 anni mentre con un coltello da cucina scaldato tagliava e modificava le carrozzerie dei suoi modellini”. Gambino ha 13 anni quando i suoi genitori si separano ed emigra con la madre in California. Ad attirare i due verso il grande stato dell’Ovest è sicuramente il clima ma anche la convinzione (che poi si rivela errata) che in California non c’è la mafia italo-americana. Per Alex la nuova casa coincide con un’esplosione di passioni: musica, sesso, auto, moto, club di motociclisti, gang messicane e soprattutto droga. I primi problemi con la giustizia arrivano quando è ancora minorenne e con il passare del tempo si ingigantiscono al punto che Alex trascorrerà ben 17 anni detenuto in diversi istituti penitenziari statunitensi. Gli interminabili periodi in carcere permettono ad Alex di sviluppare due grandi passioni: l’abilità nella lavorazione dei metalli, già acquisita nel periodo correzionale in riformatorio trascorso in carrozzeria, e l’arte del tatuaggio. “Anche per la sua profonda passione per le auto LowRide, Gambino ha sempre avuto un look più simile ai Cholos che non agli italo-americani: si trovava quindi – racconta Brida – in una situazione paradossale di integrazione, non rientrando in nessuno dei diversi gruppi razziali presenti nel sistema carcerario americano (afromaericani, bianchi anglosassoni, sudamericani)”. “Aveva un unico modo per schierasi apertamente e farsi accettare dalla sua comunità bianca ed erano i tatuaggi, sia quelli che porta ancora sul suo corpo sia quelli che realizzava con grande abilità. Ancora oggi dice che è tra i migliori “tattoo artist” del sistema penitenziario americano” . Finalmente, nel 1992, Alex salda i conti con la giustizia del suo paese e, avendo dedicato gli anni della prigione a leggere, studiare e disegnare Custom Car, comprende che questo mondo gli offre l’opportunità per ricominciare a vivere. Inizia così a lavorare duramente su carrozzerie e sistemi idraulici di sospensione, prima sulle auto degli amici poi presso una carrozzeria di San José. “Alex continua a realizzare i suoi sogni a quattro ruote – sottolinea Romano Brida – in uno stile sempre più classico e tradizionale “lowbrow” anni ’60 che non sempre coincide con lo stile “street rod” delle auto custom negli anni ’90”. “All’inizio del nuovo millennio decide di aprire il suo Garage: “Gambino Kustoms” diventa subito un luogo interamente dedicato allo stile ’60 che sempre ha appassionato Alex. Da sottolineare il forte ruolo di sua moglie Suzie in questa nuova avventura”. Il resto è storia recente, molto conosciuta: decine di progetti su auto, pickup e Hot Rod che stanno influenzando da anni gli appassionati sia negli Stati Uniti che in Europa. Una panoramica dei suoi si trova sul sito http://gambinocustoms.com/ “Alex – conclude Brida – vive tutto questo in modo semplice e schietto come ha fatto per il resto della sua vita. Oggi è uno dei customizer più stimati e interessanti della scena statunitense. Ma la prima volta che l’ho incontrato, ad Austin, per il “Lone Start Round Up”, dopo una decina di minuti che chiacchieravamo, Alex ha chiesto alla sua inseparabile Suzie di scattarci una foto con la sua macchina fotografica. Voleva avere un ricordo di un appassionato che dall’Italia era “volato” in Texas per un raduno di auto. Questo è Alex Gambino”.
Originariamente pubblicato su:
Alex Gambino al Motor Bike Expo 2012
E’ tempo di preparativi in quel di Detroit, ma non solo per il Salone che si terrà il 9-22 gennaio 2012. E nemmeno per l’imminenza delle festività natalizie. Nel quartier generale…

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La Dodge Viper torna nel 2012
Alle due foto ufficiali della nuova Dodge Dart diffuse una settimana fa si aggiungono oggi le prime immagini degli interni e di altri dettagli esterni che svelano qualcosa di più di…

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Dodge Dart: gli interni
La prossima generazione della Dodge Viper “piacerà ad un bacino di clientela più ampio”, secondo quanto affermato dal numero uno della casa Reid Bigland nel corso di un’intervista rilasciata ad AutoWeek al Salone di Los Angeles . La nuova supercar americana debutterà nel corso del 2012 “ma non al Salone di Detroit “, ha rivelato il manager. La Viper oggi è un mezzo brutale su cui si è volutamente lavorato pochissimo per addomesticarlo. La nuova invece, seguirà un approccio diverso, proprio per risultare appetibile ad un maggior numero di clienti. “La Viper era un po’ cruda in passato, e in un certo senso questa sua caratteristica ne costituiva un po’ il fascino, perché per guidarla forte e tenerla in strada dovevi avere veramente il fegato. E l’emozione di guidare una Viper era assolutamente unica”. “Anche la nuova sarà molto emozionante da guidare, ma in più avrà tutta quella serie di comfort che il pubblico si aspetta da una sportiva di fascia alta”. Niente paura comunque, la Viper non rinnegherà la sua natura, secondo Bigland: “Quelli che erano attratti dalla Viper in passato lo saranno anche dalla nuova”. Anche l’ultimo selvaggio sta per essere sacrificato sul terribile altare della civilizzazione? Dodge: la prossima Viper sarà più “civilizzata”