Auto, moto e competizioni
La Mercedes CLS Shooting Brake è andata nella Svezia settentrionale per i test al freddo, come testimoniano queste nuove foto spia. La nuova creatura della Stella rappresenta una proposta del tutto inedita, un modello che fonde il dinamismo di un coupé con la carrozzeria di una station wagon sportiva. Obiettivo: esplorare (o inventare, come è stato proprio per la CLS ) ogni possibile nicchia nel mercato del lusso. La “station-coupé” di Stoccarda sembra aver mantenuto nella sua incarnazione di serie tutta l’audacia stilistica della Shooting Brake Concept , prototipo mostrato per la prima volta al Salone di Pechino del 2010. Sotto il vestito, la nuova variante sarà identica alla CLS classica, in termini di piattaforma e motori. L’offerta comprenderà dunque il 3.5 V6 da 306 CV e il 4.7 V8 biturbo da 408 CV per quanto riguarda i benzina, mentre tra i diesel ci saranno il 2.1 biturbo da 204 CV e 500 Nm ed il recente 3.0 V6 da 265 CV e 620 Nm. Non mancheranno naturalmente le varianti AMG ed AMG Performance, spinte dal 5.5 V8 biturbo che sulla prima disporrà di 525 CV e 700 Nm, e sulla seconda di 557 CV e 800 Nm. Foto spia Mercedes CLS Shooting Brake
Los Angeles – Si accendono i riflettori di Hollywood e vengono puntati sul nuovo Yamaha TMAX 2012 che, in un contesto a stelle strisce, viene presentato sulle soleggiate strade della California , più precisamente su quella Hollywood Boulevard ambita passerella per le star del grande schermo. Qui sulla Walk of Fame (il marciapiede in cui sono incastonate le stelle con i nomi delle celebrità) il nuovo T-Max si mostra in versione 2012. Le novità sono tutte racchiuse in una estetica completamente nuova, affiancata da diverse migliorie tecnici. Troviamo così un nuovo sistema di trasmissione, ove le due catene dentate, lasciano il posto ad una più leggera cinghia in kevlar. Sul fronte del motore, il bicilindrico in linea viene riprogettato in numerosi componenti, tra questi i più importanti sono: l’aumento di cilindrata dai precedenti 499cc agli attuali 530cc e la nuova trasmissione. Un successo senza tempo quello del T-Max, un mezzo che ha letteralmente inventato il settore dei maxi scooter, apparso per la prima volta nel lontano 2001, rivoluzionando il modo di concepire lo scooter. Lo provano i 180.000 veicoli venduti negli ultimi undici anni, con un picco di ben 28.000 mezzi (nel mondo) nel solo 2008. In questi anni il T-Max ha assunto i contorni del fenomeno di costume, diventando chiaramente uno dei mezzi a due ruote più ambiti del mercato. Un ruolo di primo piano non facile da mantenere, con una concorrenza che si preannuncia quanto mai aggressiva. Anche per questo il maxi-scooter più famoso del mondo si rifà il trucco, sfoderando un look frizzante moderno e curatissimo. E, per non passare inosservato, lo fa qui, ai piedi di Holliwood, proprio sotto la collina più famosa nel mondo (divenuta tale dopo che H.J. Whitley decise realizzarvi un villaggio divenuto poi “la vera mecca del cinema”). I tre punti chiave alla base del progetto T-Max, sono ancora oggi condensati intorno al motore bicilindrico, al telaio di derivazione motociclistica (che assicura bilanciamento e precisione di guida) e “last but not least” ad un’estetica sportiva, filante e ben riuscita. Anche con questa quarta generazione dal 2001 ad oggi il T-Max non punta a stupire con le super prestazioni del suo motore, ne tanto meno cerca di allontanarsi del concetto più classico di scooter come fino ad oggi lo abbiamo conosciuto. Non è un caso infatti che il T-Max ha conquistato i suoi estimatori con aspetti quali l’equilibrio, la maneggevolezza a tutto tondo, con le sue prestazioni godibili in modo facile e grazie ad una estetica, moderna, sporiveggiante e decisamente ben riuscita. Il nuovo T-Max è oggi ancora più leggero e più maneggevole che mai, ma al contempo anche più potente e prestazionale, il tutto senza però strafare o diventare eccessivo, cavalli sotto controllo insomma associati ad una estetica per certi versi rivoluzionaria rispetto al passato che appare ancora più curata e filante. Impossibile non notare infine, l’elevato livello costruttivo e la qualità globale del mezzo, dai materiali resistenti e piacevoli sia al tatto che alla vista, agli assemblaggi molto curati e privi di interferenze, il tutto proposto ad un prezzo identico rispetto al passato che rimane quindi fissato a 10.290€ f.c. per la versione base, la versione ABS sarà invece proposta con un sovrapprezzo di 500€ come in passato. Design Un design teso e moderno quello del nuovo T-Max, per un look ancora più aggressivo, sportivo e spigoloso che ricorda da vicino le sportive di Casa Yamaha. I doppi gruppi ottici anteriori sono ora molto piccoli e spigolosi e ospitano dei proiettori polielissoidali, mentre la luce di posizione, anche questa molto piccola è posizionata in alto al centro dello scudo frontale. Il faro posteriore è invece di forma romboidale a sviluppo verticale che riprende largamente quello già visto sull’ultima R1. La zona dello scudo frontale è molto affilata e compatta, e prevede nella parte alta uno spazio molto ampio dedicato alla nuova strumentazione simmetrica a realizzata con un doppio quadrante, si tratta di due elementi dal profilo poligonale che ospitano a sinistra il tachimetro e a destra il contagiri. La visibilità è eccellente anche di notte, grazie alla retroilluminazione rossa. Il nuovo parabrezza è regolabile in due posizioni regalando maggiore versatilità estetica e aerodinamica al frontale mentre le frecce sono poste in basso ai lati dello scudo e si sviluppano lungo i fianchetti laterali. Immutata la forma della sella mentre le plastiche laterali molto simile al precedente modello hanno ora linee leggermente diverse e la solita cura costruttiva e nell’assemblaggio. Il vano portaoggetti destro è ora dotato di serratura e può contenere una lattina o una bottiglia da mezzo litro, mentre il potaoggetti di sinistra e a scorrimento orizzontale e può contenere al massimo un porta carte (la sua dimensione è rettangolare ed il volume è leggermente rispetto a quello di un iphone). Il passeggero può contare su solidi appigli laterali mentre l’ergonomia è buona e il pilota è perfettamente integrato nel mezzo, lo spazio per le gambe è buono anche per i più alti e si può guidare con i piedi nella zona anteriore o anche nella zona posteriore nel caso si cerchi una guida più sportiva che permetta di caricare il peso meglio sulla ruota posteriore. Tecnica L’ultima evoluzione di TMAX è spinta da un bicilindrico con cilindri orizzontali fronte marcia da 530 cc, a 4 tempi, 4 valvole, DOHC, con iniezione elettronica e trasmissione automatica. Rispetto ai modelli precedenti, eroga una coppia superiore ai tutti i regimi, con un significativo incremento del 10% della coppia massima, ottenuta a un regime di oltre 1.000 giri inferiore. L’aumento di cilindrata è stato ottenuto aumentando l’alesaggio da 66 a 68mm grazie ai nuovi pistoni in alluminio forgiati più leggeri dei precedenti. I nuovi pistoni sono associati anche a una camera di combustione completamente rivista che migliora la termica della combustione e aiuta a ridurre le emissioni ottimizzando la coppia. Nuovo anche l’albero a camme che prevede un diverso diagramma di distribuzione con l’alzata massima di aspirazione che passa da 7.2 ad 8mm, mentre il diametro delle valvole di aspirazione passa da 25 a 26mm. Le sedi valvole sono state ottimizzate, la camera di combustione è pentagonale con area di “squish” ottimizzata ed il profilo dell’albero a camme è stato ridisegnato. Il sistema di bilanciamento è ottimizzato per ridurre le perdite di potenza, con uno sfiato che evita l’effetto di “pompaggio”. Altri sfiati nelle pareti interne dell’albero motore riducono la pressione. L’aspirazione e lo scarico sono stai completamente rivisti, per adeguarli al nuovo motore. Il collettore d’aspirazione non è più in alluminio ma in resina, più leggera e il diametro dei corpi farfallati sale a 34 mm. L’aumento della coppia ha portato all’adozione di una coppa dell’olio maggiorata per la lubrificazione. Ridisegnata anche la frizione e nuovi rapporti ottimizzati. Anche l’iniezione elettronica è stata aggiornata. Nuovi anche gli iniettori a dodici fori, presi in prestito dalla R6 che garantiscono una migliore nebulizzazione e un più ampio angolo di spruzzata. L’aumento della coppia è deciso su tutto l’arco di erogazione con picchi di potenza ai medi e bassi regimi che possono segnare anche 5-6Cv in più rispetto al modello precedente, mentre al regime di potenza massima l’incremento è di 3CV all’abero che salgono a 5CV alla ruota grazie alla riduzione della potenza dissipata lungo la trasmissione. La nuova trasmissione è a cinghia e non più a doppia catena, e lo si vede chiaramente guardando la parte posteriore di T-MAX, l’eliminazione della doppia catena oltre a ridurre il peso ha permesso anche di avere un forcellone più snello eliminando il carter esterno per mantenere la catena in bagno d’olio. La trasmissione a cinghia ha il vantaggio di regalare una connessione più diretta tra acceleratore e ruota posteriore. La cinghia è realizzata con inserti in kevlar, ottima per la sua resistenza alla trazione e ai contraccolpi, per la durata e per le caratteristiche anticorrosione (per la cinghia finale il controllo è previsto dopo 40.000 km mentre per la cinghia primaria ogni 20.000km). La nuova trasmissione contribuisce anche a ridurre i pesi non sospesi e a rendere più snello e leggero l’intero forcellone oltre al comparto trasmissione. Globalmente, il nuovo T-MAX ha perso circa 4 kg, soprattutto grazie alla nuova trasmissione a cinghia e al nuovo forcellone in alluminio, pressofuso in due parti separate, più leggeri anche i pistoni e altri componenti mentre è probabilmente più pesante il comparto frizione ora dotato di alcuni dischi in più, più precisamente passano da 6 a 7 i dischi esterni e da 5 a 6 i dischi “condotti” interni, questo ha reso la frizione più precisa negli innesti e più resistente nel trasferire l’aumento di coppia. Rivisto anche il basamento oltre al carter laterale, quello lato frizione infatti è ora inevitabilmente più voluminoso e sporgente verso l’esterno dato l’aumento di ingombro della frizione in direzione trasversale. Riviste infine anche le camice esterne ai cilindri necessarie per il raffreddamento ora più ampie e dalla forma diversa nella parte alta del blocco cilindri. Il motore da 530 cc, ancorato direttamente al telaio, aiuta il bilanciamento, e su questa nuova versione la posizione del serbatoio è stata spostata verso il basso. Il peso in gran parte sottratto sull’asse posteriore permette anche automaticamente di spostare sull’anteriore una maggiore percentuale del peso totale che ora si distribuisce per il 48% sull’anteriore e 52% sul posteriore il 46 – 54 del precedente modello. Questo è reso in parte possibile dal nuovo forcellone che riduce il proprio peso di circa il 35%. Le modifiche hanno interessato anche lo sterzo, che ora prevede un manubrio in stile naked fissato alla piastra superiore dello sterzo con due riser distanziatori muniti a loro volta di elementi in gomma che isolano dalle vibrazioni. Il modello precedente invece adottava un unico manubrio molto allungato verso il basso (stile chopper) che si univa direttamente alla piastra superiore dello sterzo.L’impianto frenante prevede un nuovo disco posteriore da 282 mm, che “collabora” con il doppio disco anteriore da 267 mm, con la pinza a 4 pistoncini. Nuovi anche i cerchi a 5 razze, che si associano al cavalletto laterale forgiato in alluminio, entrambi questi elementi hanno contribuito al contenimento del peso totale. Guida Il T-Max si è distinto in questi anni per offrire un perfetto connubio tra prestazioni e guidabilità (con caratteristiche simile a quelle offerte da una moto turistica di media cilindrata) il tutto associato al comfort e alla praticità di uno scooter, uno sport commuter ideale insomma per affrontare sia il traffico cittadino sia le strade extraurbane. Questa ultima versione resta fedele alla sua filosofia iniziale, mantenendo inalterato quell’equilibrio stilistico e dinamico che ne ha decretato la fortuna. La potenza è aumentata, seppur di poco, 5 cv in più alla ruota non sono molti ma sono distribuiti su tutto l’arco, con un aumento di coppia e potenza ancora superiore ai regimi medi e bassi. Questo fattore associato alla maggiore efficienza della trasmissione, con la nuova frizione e la cinghia di trasmissione che consente un collegamento più diretto e immediato con la ruota posteriore si traduce in una risposta all’acceleratore eccellente associata ad un grande feeling di guida. Sin dai primi metri percorsi in sella si nota così la rapidità con cui il motore risponde all’acceleratore riducendo quei piccoli ritardi di trasmissione soprattutto ai medi e alti regimi. Il dato si traduce in valori di ripresa nettamente superiori rispetto al modello precedente, accade così che per passare da 80 a 130km/h siano ora necessari solo 7.2 secondi in luogo dei 10.3 secondi del modello precedente. Questo si traduce anche un tipo di guida più fluida e facile grazie all’arco di erogazione più ampio e sostanzioso e ad uno stacco nelle partenze da fermo leggermente migliore anche se il vero cambiamento si avverte soprattutto dopo aver superato i 40km/h. Le sospensioni erano già molto efficaci sul modello 2011 e su questa versione sono state leggermente ritarate fornendo sempre un ottimo compromesso tra sportività e assorbimento delle imperfezioni stradali. Migliora leggermente la maneggevolezza grazie alla piccola diminuzione di peso, ma ciò che migliora di più è invece la stabilità alle alte velocità in virtù del nuovo bilanciamento dei pesi che vede un carico sull’anteriore superiore del 2%. La frenata già molto incisiva migliora soprattutto nella risposta del disco posteriore ora più grande che raggiunge il diametro di 282mm, la posizione in sella permette ampi movimenti e ottima abitabilità, anche lo spazio per il passeggero è molto buono mentre la sella che resta immutata continua a dimostrarsi leggermente dura nelle lunghe percorrenze, soprattutto se confrontata con quella ottimamente imbottita del cugino Majesty 400. Molto utile e intelligente la possibilità di regolare il parabrezza anteriore su due posizioni con la più alta che garantisce un ottimo comfort aerodinamico anche alle velocità più elevate. In definitiva il nuovo T-Max si candida ancora una volta ad essere uno dei riferimenti della categoria, e seppur non sarà sicuramente il più potente e prestazionale tra i maxi scooter, sembra rafforzare le sue peculiarità in quanto ad equilibrio e guidabilità generale. Un ultimo accenno alle vibrazioni, percepibili solo quando il motore ruota vicino al regime del minimo, poi quasi assente ai medi regimi e appena percepibili ai giri più alti. Pregi e Difetti PIACE Qualità costruttiva globale Estetica curata che trasmette dinamismo Equilibrio tra prestazioni e ciclistica Facilità di guida e prestazioni Tenuta di strada e feeling con l’acceleratore NON PIACE Spazio del vano sotto sella migliorabile Imbottitura sella migliorabile Allestimenti Due le versioni disponibili oltre a quella base, che sono la Sport e la Touring, la prima votata ad un aspetto dinamico e sportiveggiante, la seconda accessoriata con un occhio al comfort e alla capacità di carico. Di seguito i dettagli T-Max Sport , prezzo: 356€ La versione Sport comprende: _ Schermo Sportivo 82,00 _ Schienale passeggero completo 189,00 _ Coppia pedane in alluminio 73,00 _ Porta targa personalizzato sportivo 102,00 T-Max Touring , prezzo: 360€ La versione Touring comprende: _ Porta pacchi in alluminio 134,00 _ Bauletto da 50 litri in tinta 199,00 _ Cuscino per bauletto 50 litri 44,00 _ Borsa Tunnel 73,00 _Attacco per GPS Colori disponibili: Yamaha TMAX m.y. 2012 sarà disponibile già a partire da dicembre 2011 nelle 4 colorazioni Sonic Grey, High Tech Silver, Midnight Black e Competition White . A partire da febbraio 2012, Yamaha TMAX sarà disponibile anche nella versione ABS . Lista Accessori Ampia e già disponibile anche una lista di accessori, tra questi ricordiamo il nuovo scarico completo Akrapovic in titanio personalizzato con logo TMAX, piastre pedana in alluminio, il porta targa sportivo con logo TMAX in rosso, la presa 12 volt, il kit manopole riscaldate per l’inverno ed il caricabatteria. Per gli amanti della personalizzazione e della sportività un ulteriore tocco è dato dallo schermo basso, è poi possibile utilizzare un GPS montandolo sull’apposito supporto. La coperta paragambe offre protezione quando piove o fa freddo, e i carter cinghia (disponibile in due colori) completano il design. Se si viaggia spesso con il passeggero, è disponibile uno schienalino con imbottitura, in combinazione di colori Matt Black o Silver per il supporto, Black o Titanium per l’imbottitura, in tinta con le diverse selle. In opzione anche la sella two-tone con cuciture rosse e logo TMAX in rilievo, elegante e confortevole. E per chi ha bisogno di altro spazio di carico, è disponibile anche una borsa da tunnel da 22 litri. Ecco infine la lista finale degli optional disponibili: schermo sportivo € 82,00 staffa schienale passeggero – mbl2 (matt black) € 112,00 staffa schienale passeggero – fis (silver) € 112,00 cuscino poggia schiena nero € 77,00 cuscino poggia schiena titanium € 77,00 pedane in alluminio € 73,00 porta targa € 102,00 porta pacchi – mbl2 (matt black) € 134,00 disponibile porta pacchi – fis (silver) € 134,00 dicembre 2011 bauletto 50 litri in tinta € 199,00 gennaio 2012 cuscino per bauletto 50 litri € 44,00 dicembre 2011 borsa tunnel € 73,00 disponibile supporto gps per tom tom e zumo 63,00 dicembre 2011 carter copri cinghia – mdnm1 (gray) 40,00 dicembre 2011 carter copri cinghia – mdynm3 (tech bronze) 40,00 dicembre 2011 over motore 99,00 dicembre 2011 telo copri gambe 129,00 gennaio 2012 sella comfort 299,00 dicembre 2011 bauletto 39 litri in tinta 159,00 gennaio 2012 cuscino per bauletto 39 litri 39,00 dicembre 2011 borsa interna per bauletto 39 litri 49,00 disponibile borsa interna per bauletto 50 litri 51,00 disponibile presa di corrente 12 v 30,00 gennaio 2012 kit manopole riscaldate 229,00 disponibile sarico completo akrapovic in titanio 990,00 copri sella anti pioggia 22,00 disponibile Scheda Tecnica MOTORE Bicilindrico, 4 tempi, raffreddato a liquido,DOHC, 4 valvole- Cilindrata-530.0-cc Alesaggio x corsa-68,0 x 73,0-mm rapporto di compressione-10,9 : 1- Potenza massima-34,2kW a 6.750-rpm Coppia massima-52,3Nm a 5.250-rpm Sistema di lubrificazione-Carter secco- Sistema d’alimentazione-Iniezione elettronica- Sistema d’iniezione-T.C.I.- Sistema d’avviamento-Elettrico- Trasmissione-Automatica a cinghia trapezoidale- CHASSIS Sospensione anteriore-Forcella telescopica- Escursione ruota ant.-120-mm Sospensione posteriore-Forcellone oscillante- Escursione ruota post.-116-mm Impianto frenante anteriore-Doppio disco idraulico Ø 267-mm impianto frenante posteriore-Disco Ø 282-mm Pneumatico anteriore-120/70-15- Pneumatico posteriore-160/60-15- DIMENSIONI Lunghezza totale-2.200-mm Larghezza totale-775-mm Altezza totale-1.420-1.475 mm (parabrezza regolabile)-mm Altezza sella-800-mm Passo-1.580-mm Altezza minima da terra-125-mm Peso totale in ordine di marcia- 217 -kg Capacità serbatoio-15-litres PREZZO: 10.290€ f.c. (10.790€ versione ABS) La Storia del T-Max Ricapitolando brevemente le tappe più importanti dell’evoluzione subita in questi anni dal T-Max ricordiamo il passaggio nel 2004 dall’alimentazione a carburatore all’avvento della iniezione elettronica. Negli stessi anni il pneumatico posteriore è passato da un 150/70 14 ad un più performante 160/60 15, evoluzione subita anche dalla forcella passata da 38 a 41mm. Nel 2008 l’evoluzione segue le stesse linee guida che prevedono l’introduzione del cerchio da 15 pollici anche sull’anteriore, una forcella ancora più performante da 43mm mentre il peso scende di 4kg grazie anche al telaio che è realizzato in alluminio e non più in acciaio. La versione 2012 infine riduce il peso di altri 4kg, porta il disco posteriore a 282mm e introduce tutte le altre numerose modifiche di cui abbiamo parlato sopra. La diffusione del T-Max in italia ha portato anche alla nascita di numerosi club e gruppi a questo dedicato, tra questi il più noto e attivo è senza dubbio quello del TMax Club che ha sede a Roma (dove si è svolto due anni fa anche il raduno mondiale del T-Max). Tester : Lorenzo Baroni Special Guest: Roberto Croci (”The Beast”) Photo: Alessio Barbanti, Tom Riles, Brian Nelson Video: Andrea Giacomini Yamaha T-Max 2012: il Video test di Motoblog
Nuove immagini e dati tecnici ufficiali della Aston Martin V12 Zagato : l’auto si ispira ai valori di eleganza, esclusività e sportività che contraddistinsero la Aston Martin DB4GT Zagato, presentata nell’ottobre del 1960 al Motor Show di Londra. Alleggerita e migliorata da Zagato, la vettura ha oggi quotazioni stellari. La V12 Zagato costituisce una moderna interpretazione di quel gioiello, dotata di tecnologie d’avanguardia: il corpo vettura è realizzato in alluminio, con pannelli carrozzeria nello stesso materiale ma anche in fibra di carbonio. Il tutto rigorosamente lavorato a mano. L’auto è lunga 4385mm, larga 1865, alta 1250, con un passo di 2600 e carreggiate di 1570 all’anteriore e 1575 al posteriore. Il peso complessivo è pari a 1680 kg. Sospensioni anteriori e posteriori in alluminio a doppi bracci sovrapposti. Sotto al cofano scalpita un godurioso V12 6.0 da 517 CV e 570 Nm di coppia massima, capace di far accelerare l’auto da 0 a 100 km/h in 4.2 secondi e spingerla ad una velocità massima di 305 km/h. La trasmissione, montata in posizione posteriore centrale, conta su 6 rapporti ed è abbinata ad un differenziale a slittamento limitato. Il consumo urbano dichiarato è di 24.3 litri/100 km, mentre nell’extraurbano ne bastano 16.4 per 100 km (medio pari a 11.7 L/100 km). La frenata è affidata a dischi carboceramici da 398 all’anteriore e 360 al posteriore, sinergici rispettivamente a pinze a 6 e 4 pompanti. Aston Martin V12 Zagato: nuovi dati ufficiali
La Mini in allestimento Highgate segue di qualche settimana le già note Bayswater e Baker Street e sarà disponibile nella sola variante Cabrio , bisognosa di attenzioni dopo il lancio della più accattivante Roadster . Questa versione potrà essere ordinata con i motori benzina 1.6 da 122 CV (Cooper) e 184 CV (Cooper S) e gasolio 1.6 da 112 CV (Cooper D) e 2.0 da 143 CV (Cooper SD), tutti abbinati ad un cambio manuale o automatico a sei rapporti. Gli stilisti inglesi hanno qui utilizzato una verniciatura inedita, metallizzata, dal nome Iced Chocolate, che genera un piacevole accostamento con le bande longitudinali (marroni anch’esse) dal contorno azzurro. La tavolozza colori si compone inoltre delle tinte Midnight Black e White Silver. I cerchi in lega da 17 pollici Double Cross vantano finitura lucida e nell’abitacolo sono utilizzati pellami Dark Truffle con finiture a contrasto color azzurro, oltre alla pedaliera in acciaio inossidabile, alle modanature Suntouched Brushed Alloy, alla Chrome Line per gli interni ed ai tappetini con bordo in Dark Truffle. Il logo Highgate è stato infine applicato vicino agli indicatori di direzione laterali, sui battitacco e sui lati dei sedili. Le Mini Cabrio Highgate saranno disponibili a partire dal secondo trimestre 2012. Mini Cabrio Highgate
Il 2011 è stato un anno da record per Giulietta che ha raggiunto la quota più alta mai realizzata da un’Alfa Romeo nel segmento delle compatte: questo successo è stato ottenuto grazie alle performance dinamiche della vettura ma anche al comfort e alla sicurezza. Ad oltre un anno dal lancio, infatti, anche alla luce delle recenti valutazioni 2011 di EuroNcap , è la vettura più sicura della categoria grazie alle 5 stelle raggiunte con il punteggio più alto di sempre nel suo segmento di riferimento tra le vetture testate con 87/100. Alfa Romeo inizia il 2012 introducendo 2 importanti novità su Giulietta che allargheranno ulteriormente il mercato di riferimento: presenta infatti il 1.4 GPL Turbo 120 CV a doppia alimentazione (GPL e benzina), un entusiasmante concentrato di potenza e tecnologia in linea con i valori del Brand, in quanto capace di associare performance di alto livello con il rispetto dell’ambiente e costi di gestione ridotti. Anche per l’alimentazione GPL Giulietta ha saputo inserirsi nella tradizione delle migliori Alfa Romeo, raccogliendone l’eredità in termini di performance e offrendo un motore turbo. Anche su questa motorizzazione è di serie il selettore di guida ALFA DNA, che permette di adattare il carattere della vettura alle esigenze del guidatore e alle diverse condizioni stradali (Dynamic per chi cerca una guida sportiva, Natural per una guida volta alla massima efficienza e All Weather per migliorare le condizioni di aderenza in condizioni climatiche avverse). Disponibile con tre livelli di allestimento (Giulietta, Progression e Distinctive) per tutti i mercati europei, da oggi è possibile ordinarla presso la rete di vendita italiana: il listino prezzi (chiavi in mano) parte da 22.370 euro per la Giulietta 1.4 TB GPL 120 CV, passa a 23.420 euro per la versione Progression e arriva a 24.870 euro per l’allestimento top di gamma Distinctive. La seconda novità della gamma 2012 di Giulietta è l’introduzione del propulsore 1.4 Turbo Benzina da 105 CV per gli allestimenti Giulietta e Progression. Equilibrio e temperamento sono le caratteristiche di questo motore che va ad inserirsi in una fascia di mercato centrale del segmento e ne rappresenta una delle migliori alternative. Il Turbo Benzina da 105 CV propone di serie il sistema Start&Stop e si pone ai vertici della categoria per potenza (105 CV a 5.000 giri/min) e coppia (206 Nm a 1750 giri/min). Inoltre, il 1.4 Turbo Benzina da 105 CV garantisce un pieno coinvolgimento al volante, facendo di Giulietta una protagonista assoluta del traffico urbano, assicurando la piena sicurezza e facilità di guida in tutte le condizioni. Il listino prezzi (chiavi in mano) è di 18.770 euro per Giulietta 1.4 TB 105CV e 19.820 euro per la versione Giulietta 1.4 TB 105 CV Progression. Progettata, fabbricata e garantita da Alfa Romeo, l’unità propulsiva bi-fuel 1.4 Turbo da 120 CV omologata Euro 5 garantisce le stesse caratteristiche di coppia, potenza e affidabilità del motore benzina. , In particolare, con una potenza massima di 120 CV (88 Kw) a 5.000 giri/min e una coppia massima di 206 Nm (21 kgm) a 1.750 giri/min, Giulietta GPL raggiunge una velocità massima di 195 Km/h e un’accelerazione da 0-100 Km/h in 10,3 secondi. A differenza di una “trasformazione” in after-market, il 1.4 GPL Turbo 120 CV è stato totalmente riprogettato per l’integrazione con l’impianto GPL, con l’impiego di materiali e componenti specifici e l’applicazione di una tecnologia dedicata. In dettaglio, questo propulsore adotta una testata con valvole e relative sedi realizzate con geometrie e materiali ottimizzati per il funzionamento a GPL ed è dotato di un sistema di aspirazione specifico e di tutti i relativi cablaggi elettrici supplementari già integrati. In più, per questo motore Alfa Romeo ha sviluppato ex novo un’unica centralina motore capace di gestire entrambi i tipi di carburante. Ovviamente, per la massima qualità e affidabilità , l’impianto a GPL viene installato direttamente in fabbrica (ogni vettura è certificata, deliberata e garantita da Alfa Romeo Automobiles e per tale motivo può beneficiare di eventuali bonus governativi nei diversi mercati europei). L’avviamento di Giulietta Turbo GPL avviene sempre a benzina, con passaggio automatico a GPL dopo il raggiungimento delle condizioni ottimali (temperatura acqua motore, soglia minima di giri). Ovviamente, la commutazione da un carburante all’altro può essere effettuata in marcia tramite un pulsante specifico integrato in plancia sul tunnel centrale. Qualora il guidatore esaurisse il GPL nel serbatoio, la commutazione a benzina avverrebbe automaticamente garantendo la fluidità di marcia. Il serbatoio di GPL – di tipo toroidale (a ciambella) – ha una capacità massima rifornibile di 38 litri ed è posizionato in un vano del bagagliaio senza togliere spazio per eventuali bagagli. Per effettuare il rifornimento il bocchettone di carica del gas (completo di valvola di “non ritorno”) è situato accanto al tappo del bocchettone della benzina, quindi non viene modificata la fluidità delle forme, le nervature della fiancata e le linee tese che disegnano la forma compatta e dinamica della Giulietta. Il costo del rifornimento è pari a circa 28 € e consente di aumentare fino a 1.400 Km l’autonomia complessiva della vettura. Il serbatoio per il GPL è certificato secondo la normativa vigente per garantire la massima sicurezza in tutte le condizioni ambientali e di funzionamento. Il GPL permette di circolare nelle zone dove viene inibito l’accesso al traffico alle vetture benzina e diesel e più in generale durante le giornate di blocco del traffico. A Milano ad esempio è consentito l’accesso all’area C senza oneri (5€ al giorno per le altre alimentazioni) e a Roma l’accesso alla Fascia Verde. In alcune province d’Italia sono anche previste riduzioni sull’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT) e sul pagamento del bollo. Infatti rispetto a benzina e gasolio, il GPL riduce a 0 le emissioni di particolato e limita fortemente le emissioni di altre sostanze inquinanti (fino al 15% in meno di anidride carbonica, fino al 20% in meno di monossido di carbonio e fino al 60% in meno di idrocarburi incombusti). Infine, va ricordato che il GPL costa meno della metà della benzina, è il carburante meno tassato dalle accise ed è meno suscettibile alle oscillazioni del petrolio. Grazie a questo rispetto all’equivalente motore benzina la versione GPL per un percorrenza media di 20.000 km permette un risparmio sul costo del carburante di quasi 1.000€ all’anno. La rete distributiva è capillare sull’intero territorio europeo con più di 10.000 punti di vendita.
Valentino Rossi è soddisfatto della tre giorni di test di Sepang affrontati con la nuova Ducati GP12 con telaio perimetrale in alluminio. Il pilota pesarese ha capito che con questa moto si può andar forte e soprattutto ha ritrovato …
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MotoGP: Test Sepang Day 3, Valentino Rossi “Sono contento di …
Harley Davidson entra nel 2012 rafforzando la gamma, e dopo la presentazione della Dyna Switchback arriva con altri due modelli, queste volte declinazioni delle serie Sportster e Softail. Si chiamano rispettivamente Sportster Seventy-Two e Softail Slim , e sono dedicate a chi il custom lo vive nel più tradizionale dei modi. La Sportster 72 riprende in parte l’eredità che fu della vecchia Sportster Custom, con ruota anteriore raggiata di grandi dimensioni e verniciatura speciale, mentre la Softail Slim perde le cromature in favore del nero, e minimizza le sovrastrutture per un look cattivo ed essenziale tipico dei bobber degli anni ‘50. Per descrivere la Seventy-Two, in Harley usano queste parole: “Nel creare il Seventy-Two ci siamo ispirati anche all’atmosfera particolare che caratterizzava i primi anni dell’epoca dei chopper. Le moto di allora erano contraddistinte da colori vivaci e cromature, oltre che da linee snelle ed essenziali, prive di qualunque elemento superfluo. Se si osservano gli esemplari dell’epoca, si noterà come essi fossero talmente spoglie da assomigliare a biciclette. Si tratta di uno stile custom che è tipicamente americano e in particolare Californiano” Tutto gira attorno alla verniciatura Hard Candy Big Red Flake, riportata sul nuovo piccolo serbatoio, sul codino e sul parafango anteriore, che coprle la grande ruota da 21″ con spalle bianche , in puro stile custom ‘70. Il Motore V-Twin Evolution da 1200cc, raffreddato ad aria è lo stesso delle ultime evoluzioni Sportster ed è caratterizzato da una coppia massima di 96Nm a 3500 giri/min. E’ dotato di Iniezione Elettronica Sequenziale (Sequential Port Fuel Injection – ESPFI) Harley Davidson Softail Slim 2012 Harley Davidson Sportster Seventy-Two 2012 La Softail Slim è una vera bobber, con gomme panciute, stile minimale e cattiveria quanto basta. Il profilo è quello tipico delle sportster, come anche il serbatoio, ma le altre sovrastrutture sono risicate, ridotte all’osso per valorizzare l’essenzialità. Le cromature sono state in parte sostituite da elementi verniciati in nero (come il quadro strumentazione inedito e molto bello), mentre il motore è ora spazzolato. Sulla Slim, il Senior Designer di HD ha dichiarato: “abbiamo deciso di mettere il Softail a dieta, riducendo le proporzioni della moto. Abbiamo conferito al retrotreno un aspetto più snello e sottile, utilizzando un pneumatico di dimensioni inferiori e un parafango corto; in tal modo il motore assume il ruolo centrale che gli spetta. Inoltre abbiamo lasciato uno spazio tra la sella e il serbatoio per consentire al pilota di ammirare la parte superiore del motore. Mi piace l’idea di guardare in basso e intravedere il cuore pulsante che anima la moto” Sulla Slim è montato l’ultimo Twin Cam 103B da 1690cc raffreddato ad aria, fissato rigidamente al telaio e dotato di contralberi di bilanciamento e di un sistema di rilascio automatico della compressione (Automatic Compression Release – ACR), in grado di erogare una coppia nominale massima pari a 132Nm a 3250 giri/min. Entrambe potremo trovarle a listino da metà febbraio ad un prezzo di 11.500 Euro per la Sportster Seventy-Two e di 19.500 Euro per la Softail Slim. Harley Davidson Sportster 72 e Softail Slim 2012
News dal mondiale Supersport a pochi giorni dalla lunga trasferta australiana. Vladimir Leonov (Team Yakhnich Motorsport) ha concluso una importante tre giorni di test ad Almeria, rinunciando asolo alla fine ad un long-run a causa delle proibitive temperature dell’asfalto nella sessione conclusiva. Il pilota russo ha concentrato i propri sforzi sulla messa a punto della Yamaha R6 , in particolar modo sulla ciclistica e sull’elettronica. Dopo aver girato nel primo giorno con il passo dell’1′39″, Leonov ha trovato il giusto compromesso con la 600 di Iwata il miglior crono in 1′37″8 e continuando costantemente a tagliare il traguardo con tempi attorno all’1′38″ netti. Dopo un anno di “rodaggio” nella classe cadetta delle derivate, sono in molti a credere che Sam Lowes abbia tutte le carte in regola per giocarsi il titolo iridato. Il centauro inglese, ha chiuso il 2011 conquistando 6 podi, il primo proprio nel round di apertura di Phillip Island , sfiorando addirittura la vittoria. Quali sono le aspettative del ventunenne pilota Honda del Team Bogdanka PTR ? “Lo scorso anno è stato fantastico, ma sono arrivato al primo round di Phillip Island con un gap in termini di esperienza e senza conoscere il tracciato. Mi sono sorpreso della performance, visto che siamo arrivati vicinissimi al successo.” “Quest’anno invece la situazione è completamente diversa ed affronterò il primo round con molta più calma ed avendo a disposizione un margine di lavoro più ampio. L’obiettivo è quello di vincere e sono sicuro di avere tutti i numeri per farlo, quindi, se questo non dovesse accadere, sono sicuro che tutto il team ne resterebbe deluso. La pista è perfetta per il mio stile di guida e mi piace moltissimo.” “Molti piloti hanno cambiato squadra o moto quest’anno e questo nel mio caso non è avvenuto, quindi io avrò sicuramente molto meno da imparare rispetto agli avversari. Questo rende il mio compito più agevole e mi toglie un po’ di pressione di dosso in un certo senso, pressione che resterà comunque, per altri aspetti, molto elevata.” I rivali di Lowes, tra “vecchie” volpi e nuovi grintosi centauri: ” Direi che ci sono molti piloti forti, di sicuro Kenan Sofuoglu e Sheridan Morais saranno davvero competitivi, così come Broc Parkes in sella alla Honda Ten Kate. Broc sarà molto più incisivo sulla distanza di gara, rispetto allo scorso anno. Sono sicuro che il suo passo sarà migliore e così anche i risultati che potrà ottenere.” “Mi aspetto una stagione molto combattuta, come sempre accade d’altronde nel Mondiale Supersport. Non vedo l’ora di scendere in pista e mi aspetto una dura battaglia, perché è nella natura di una competizione di livello mondiale!” Supersport: Leonov veloce nei test, Lowes a caccia del mondiale
A partire da quest’anno, grazie al German Car Blogger Award, tutte le case automobilistiche hanno la possibilità di vincere un nuovo titolo da aggiungere al proprio palmarès. Questo innovativo progetto tedesco, unico nel suo genere, ha visto ventisette blogger -tutti impegnati nel settore dell’automotive- “trasformarsi” in giudici. Fra le dieci vetture in nomination per ogni categoria i blogger hanno assegnato 5 punti all’auto che volevano eleggere vincitrice, 3 alla seconda e 1 alla terza. Per il Manufacturers’ Championship i punteggi sono stati invece di 3, 2 e 1. La regina delle regine risulta essere la Mercedes SLS Roadster con 72 punti, seguita dalla Volkswagen Up! (71) e dalla Range Rover Evoque (62) che condivide il terzo posto, a pari merito, con l’ Aston Martin Rapide . Nel campionato costruttori sul gradino più alto del podio è salita Audi ; al secondo posto Mercedes e al terzo Volkswagen . La giuria, nello specifico, era formata da: Marc J. Christiansen (fuenfkommasechs.de), Thomas Gigold (cult7.de), Jan Gleitsmann (auto-geil.de), Bjoern Habegger (my-auto-blog.de), Mark Winninghoff (willsagen.de), Jens Stratmann (rad-ab.com), David Hofmann (smartpit.de), Ralf Bernert (exclusive-life.de), Marco Stohr (rad-ab.com), Kai Boesel (motoso.de), Alex Kahl (the-probefahrer.de), Erkan Dörtoluk (uberautos.de), Can Struck (bycan.de), Mark Jordan (blog.mercedes-benz -passion.com), Enno Reddies (qarsi.de), Don Dahlmann (racingblog.de), Jens dance (Sandman welt.de), Robert Basic (robertbasic.de), Lisa Black (the-car-addict.com), Stefan Maass (veight.de), Nicole Y. Male (0511web.de), Jens Wilde (autoblogger.de), Stefan Lemcke (benzinimblut.com), Axel Griesinger (bigblogg.com), Bjorn Tolksdorf (motor-talk.de) e Christian Brinkmann/Julian Deuter (SpeedHeads.de). Ecco i vari podi: Mini Cars 1. Volkswagen Up! [71 punti] 2. Fiat 500 [49 punti] 3. Mini [44 punti] Small Cars 1. Audi A1 [54 punti] 2. Alfa Romeo Mito [42 punti] 3. Volkswagen Polo / Kia Rio [29 punti] Compact Car 1. Opel Ampera / BMW Serie 1 [50 punti] 2. Mercedes Classe A & B [36 punti] 3. Alfa Romeo Giulietta [34 punti] Middle Class 1. Audi A4 / A5 / Allroad [49 punti] 2. Mercedes Classe C [47 punti] 3. BMW Serie 3 [42 punti] Upper Middle Class 1. BMW Serie 5/ GT & Audi A6 / A7 [43 punti] 2. Mercedes Classe E / CLS [39 punti] 3. Jaguar XF [34 punti] Luxury Class 1. Aston Martin Rapide [62 punti] 2. Maserati Quattroporte / Audi A8 [31 punti] 3. Porsche Panamera [29 punti] Sports Cars 1. Porsche 911 Carrera / Turbo [56 punti] 2. Mercedes SLS [48 punti] 3. Audi R8 & Aston Martin DB9 / DBS [ 33 punti] Cabriolet 1. Mercedes SLS Roadster [72 punti] 2. Audi R8 Spyder [42 punti] 3. Porsche 911 Convertible [41 punti] SUV 1. Range Rover Evoque [53 punti] 2. Mercedes Classe G [50 punti] 3. Porsche Cayenne [28 punti] Vans 1. Volkswagen Multivan [53 punti] 2. Mercedes Viano [44 punti] 3. Ford S-Max [37 punti] Manufacturers’ Championship 1. Audi [14 punti] 2. Mercedes-Benz [13 punti] 3. Volkswagen [8 punti] Car Blogger Award 2012
Tra i risultati a sorpresa della seconda giornata di test sul circuito di Sepang và sicuramente annotato l’exploit di Hector Barbera . Il pilota valenciano ha portato la Ducati Desmosedici del Team Pramac a conquistare il sesto tempo assoluto, a 0,893 dalla Honda di Casey Stoner e davanti alla GP12 ufficiale di Valentino Rossi (anche se di soli 7 millesimi ), risultando così il più veloce pilota Ducati in pista. Anche se il team si è dedicato principalmente al lavoro di messa a punto della nuova moto, provando le diverse soluzioni che il telaio in alluminio permette, si tratta ovviamente di un risultato di prestigio che conferma ulteriormente il brillante lavoro svolto dalla squadra. Un raggiante Hector Barberà ha così commentato la giornata: “ Come ieri avevo già sentito, la moto mi sta dando delle buone sensazioni. Rispetto allo scorso anno la Ducati è molto più guidabile e il mio feeling aumenta giorno per giorno. Oggi mi sono concentrato anche su un long run, per capire meglio la messa a punto della moto ed abbiamo eliminato il poco chattering che ieri accusavo. Sono molto contento del tempo ottenuto e che non sono andato a cercare e che ho fatto guidando con il mio stile. Un secondo in meno rispetto a quanto fatto ieri è un ottimo risultato ”. Il responsabile tecnico Pramac, Marco Rigamonti , é ovviamente altrettanto soddisfatto: “ Oggi abbiamo fatto un grande passo in avanti dal punto di vista tecnico con la nuova moto. Lo notiamo soprattutto quando lavoriamo su una specifica area della moto, dove vediamo subito dei miglioramenti importanti e di conseguenza aumenta anche la fiducia del pilota nello sviluppo della Desmosedici. Il prossimo passo sarà concentrato sullo sviluppo della nuova elettronica che ci darà sicuramente un ulteriore miglioramento sulle prestazioni della moto. Due giorni dunque molto positivi che ci danno la fiducia di continuare nella giusta direzione ”. Hector Barberà, il migliore tra i piloti Ducati a Sepang