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L’argomento pneumatici invernali

Nel corso della presentazione delle nuove gomme Pirelli per la stagione di Formula 1 2012 , abbiamo avuto l’opportunità di fare quattro chiacchiere con il direttore Ricerca & Sviluppo dell’azienda italiana, Maurizio Boiocchi, e con il direttore di Pirelli Motorsport, Paul Hembery. Li abbiamo intervistati per voi. La stagione 2011 ha segnato il ritorno di Pirelli nel Circus della Formula 1: qual è il bilancio di questo “nuovo” debutto? Maurizio Boiocchi: “Erano diciannove anni che non avevamo modo di partecipare alla Formula 1. La chiusura del contratto di Bridgestone, che pensavamo rinnovasse nuovamente per un anno o due, possibilità in cui confidavano anche FIA e FOTA, ha messo Pirelli nelle condizioni di potersi fare avanti. Abbiamo fatto degli incontri, sia tecnici che di business, con degli aspetti commerciali ed alla fine siamo partiti a maggio del 2010. Facendo un consuntivo da questa data sino ad oggi, direi che siamo molto orgogliosi del risultato ottenuto. Gli strettissimi tempi che avevamo a disposizione sembravano non essere coerenti con quello che ci apprestavamo ad affrontare e sono stati l’angoscia di tutti questi mesi. Un ostacolo che siamo riusciti a superare grazie ad un team di persone giovani, motivate e molto appassionate di Formula 1; siamo riusciti a fare quello che sembrava impossibile. Dopo un inizio con qualche incertezza da parte di alcuni team per la durata degli pneumatici, le squadre hanno imparato a capire che le nostre gomme non erano quelle della Bridgestone e poi alla fine dell’anno ci han detto: “Adesso durano troppo”. La gente – scherza Boiocchi sorridendo – non è mai contenta! Comunque cercheremo anche quest’anno, specie dopo aver progettato delle mescole con scelte tecnicamente più “aggressive”, di far contenti tutti.” Paul Hembery: “Il Bilancio è molto positivo: non è un nostro giudizio, bensì quello dato da tutte le squadre che hanno preso parte al campionato, da Bernie Ecclestone e dal pubblico. Pirelli ha dato qualcosa in più alla Formula 1, un “po’ di anima” se vogliamo; qualcosa che non esisteva prima con gli altri gommisti. Ora, avendo in mano i dati e l’esperienza di diciannove gare, siamo ancora più sicuri per il 2012. Abbiamo imparato che la Formula 1, anche nell’ottica della monofornitura, è uno sport molto esigente e che richiede perfezione, sempre più di quanto si potrebbe immaginare. Questo è il dna della F1, il motorsport più competitivo che esista nel mondo. Per noi andare avanti in questa esperienza significa la volontà di replicare quello che abbiamo creato nel 2011. Non sarà facile perché mancherà quell’elemento di sorpresa che abbiamo avuto all’inizio della stagione 2011, quando il cambiamento è stato forte; ma a fine stagione tutte le squadre hanno imparato ad usare e gestire le gomme. Pirelli per il 2012 ha deciso di introdurre piccole modifiche, tre mescole nuove; perché l’anno scorso si è registrato una differenza troppo elevata nel picco di prestazioni tra le mescole usate in gara, fino ad 1.5 secondi. E questo ha creato una situazione in cui le strategie in gara sono diventate molto simili verso la fine della stagione: i vari team hanno sfruttato le mescole più morbide, prestazionalmente superiori, usando tutti e tre i treni disponibili all’inizio delle gare ed utilizzando quelle più dure solo per il fine gara. Nei casi peggiori anche all’ultimo giro. Questo perché la mescola dura aveva meno degrado, ma generava un divario prestazionale troppo grande rispetto alle gomme morbide. Ecco perché nel 2012 le gomme saranno molto più simili nel loro picco prestazionale, con differenze al giro sotto al secondo.” Quante persone lavorano al settore Pirelli dedicato alla Formula 1? Maurizio Boiocchi: “Cinquanta persone svolgono l’attività più legata alla pista, coordinati da Paul Hembery; una trentina si occupano dello sviluppo dei calcoli in base alle informazioni provenienti dai diversi tracciati, mentre una decina sono responsabili del monitoraggio delle mescole. Poi ovviamente abbiamo la fabbrica, con circa 130/140 persone dedicate in gran parte alle gomme di F1. Uno schieramento che non è immenso, considerando che in ogni gara si portano dai 1000 ai 1100 pneumatici; se poi piove c’è anche da fare montaggio e smontaggio. Inoltre ogni team esige un servizio assolutamente eccellente.” Dottor Boiocchi, durante la presentazione delle nuove gomme, abbiamo notato la forte valorizzazione grafica del logo Pirelli, del nuovo brand “Cinturato” e delle diverse cromie sulle spalle degli pneumatici: possiamo dire che questa scelta, oltre a rendere più chiaro che tipo di coperture stanno adottando le monoposto nelle specifiche fasi di gara, rilancia ulteriormente l’immagine del brand Pirelli? Maurizio Boiocchi: “Si; direi che la Formula 1 è entrata molto bene in una strategia di premium company, come ribadito anche dal dottor Tronchetti Provera, volta a vedere Pirelli che cresce. Abbiamo un piano triennale 2010/2013 col target di passare da 52 milioni di pneumatici prodotti annualmente a 78 milioni. In questa strategia rientrano nuove fabbriche, nuovi mercati; soprattutto dove ancora non siamo molto conosciuti come marchio, come in Cina, in Russia ed altre parti del mondo. Avere dalla nostra parte la visibilità che garantisce la Formula 1, rappresenta per noi una grande opportunità per riqualificare il nostro marchio ed imprimerlo nella memoria di tutte le persone che seguono la F1 come un brand competitivo e di alto livello tecnologico.” In questa ottica di valorizzazione del brand, c’è la possibilità che queste grafiche arrivino anche sugli pneumatici di serie, dedicati alle vetture stradali al altissime prestazioni, o a quelle per cui Pirelli realizza dei set specifici? Maurizio Boiocchi: “Certamente si: Il P Zero Silver ad esempio, che abbiamo presentato in anteprima al GP di Monza e presenteremo in occasione degli imminenti test in programma ad Jerez, e che sarà in commercio a partire da Aprile/Maggio, si caratterizza proprio per questo rilancio grafico. La scritta silver è infatti realizzata in colore argento, un aspetto estetico caratterizzante per un pneumatico realizzato mediante un impianto robotizzato che è un parente strettissimo di quello che abbiamo usato per fabbricare gomme di Formula 1.” La stagione di F1 conclusa vi ha consentito di raccogliere nuovi dati, progettare una nuova famiglia di pneumatici ed evolvere una serie di tecnologie di alto livello: quanto di tutto questo arriva al prodotto di grande serie? Maurizio Boiocchi: “Se abbiamo dei progettisti tanto bravi e dotati di un know-how aziendale così forte da renderli capaci di progettare pneumatici per la Formula 1, essi saranno sicuramente in grado di progettare prodotti stradali con caratteristiche tecnologiche non meno che eccellenti. Tuttavia il vero valore aggiunto della F1 risiede appunto nel know-how e nella velocità di ottimizzare le conoscenze e gli strumenti che abbiamo a disposizione, non soltanto per le competizioni ma anche per le gomme stradali. La divisione dedicata alla Formula 1 fa parte della nostra struttura di ricerca e sviluppo di cui è parte integrante: chi progetta per la F1 lavora fianco a fianco a chi si dedica allo sviluppo di pneumatici invernali, ai “Cinturato”, ai P Zero da gara ed a quelli stradali. Un gruppo unico appunto.” Paul Hembery: “Esiste sicuramente un trasferimento di tecnologie dal motorsport al mondo delle auto di serie; ma succede anche il contrario. Questo sia a livello di simulazioni, ricerca, sia a livello di mezzi di produzione. Ci sono anche processi produttivi che abbiamo sviluppato per la Formula 1, derivati da processi produttivi per il nostro alto di gamma. Ovviamente una mescola di F1 non sarà mai utilizzata nella stessa ottica di un prodotto stradale; tuttavia ci sono concetti a livello chimico che sono strettamente collegati alla produzione per veicoli stradali. Essi garantiscono certamente un legame molto importante fra il motorport in generale ed il prodotto stradale.” Il regime di “monogomma”, che vede Pirelli come fornitore unico, non rischia di diventare pericoloso per quanto riguarda lo sviluppo tecnico? Quali sono gli stimoli che portano Pirelli a fare ricerca in assenza di “avversari diretti” come Michelin o Bridgestone. Maurizio Boiocchi: “Il tema della fornitura unica risiede nei grandi costi e nel fatto che i team, tendenzialmente, preferiscono avere “l’effetto pneumatico” neutrale sulla competizione e sul suo sviluppo. Altrimenti, scegliendo il gommista sbagliato, potrebbero ritrovarsi con la migliore monoposto tuttavia incapace di vincere. Dal nosro punto di vista lo stimolo a far sempre meglio è costante: il contratto per la fornitura di pneumatici da F1 dura appena 3 anni, un tempo irrisorio dal punto di vista degli investimenti progettuali e di quelli sulla conoscenza del mondo della F1; di conseguenza lavoriamo contro noi stessi per diventare sempre più bravi e non dare modo ai team ed agli organizzatori di aver bisogno di un fornitore migliore di Pirelli.” Paul Hembery: “Ovviamente nel regime di monogomma, la ricerca diventa più lenta nel senso che non possiamo innovare con lo stesso passo che si potrebbe avere in un’ottica di competizione fra gommisti. Questo è vero. Ma non vuol dire che non ci sia innovazione, perché la Formula 1 richiede tantissimo alle gomme e sono pochi i gommisti che possono produrle per questo tipo di competizione. Non a caso i complimenti più importanti che abbiamo ricevuto lo scorso anno, sono venuti da altri costruttori di pneumatici che hanno partecipato alla Formula 1 in passato, che hanno ben presente cosa significhi fare gomme per la Formula 1. Quindi, se da un lato è vero che il passo con cui si muovono ricerca e sviluppo è leggermente più lento, d’altra parte il ritorno a livello di immagine, di interesse del pubblico nelle F1 per quanto riguarda le gomme è stato molto superiore al passato. Fra i costruttori di gomme esistono 2 teoremi: in un’ottica di competizione fra gommisti, quando una squadra vince non è mai per merito delle gomme; quando perde è invece sempre colpa del pneumatico. Se invece si è in un’ottica di monofornitura, allora il pubblico parla di gomme solo quando ci sono problemi, come successo ad Indianapolis. Quindi la situazione per i gommisti è molto difficile nel motorsport, tanto che viene quasi da chiedersi perché le aziende decidano di cimentarsi in queste attività. Tanto più dal momento che è difficile creare interesse. Noi invece siamo riusciti a creare quasi una competizione con noi stessi: abbiamo generato una situazione in cui le squadre hanno in mano un prodotto che insieme ai piloti devono gestire al meglio, facendo la differenza. E questo è senz’altro il segreto del nostro successo nel 2011.” Qual è la differenza principale tra l’impegno che Pirelli sta impiegando nella Formula 1 rispetto alle altre competizioni del Motorsport in cui l’azienda è impegnata? Maurizio Boiocchi: “La differenza in questo tipo di impegno sta negli interlocutori: in F1 si dialoga con quelli che ritengo essere i migliori tecnici al mondo, dotati di competenze e talvolta mezzi straordinari. Quando si affronta il WRC o il Grand-Am in Nord America si ragione e si parla con dei livelli decisamente più bassi, sia di potenzialità in termini di know-how, di strumenti, risorse da parte dei team, che di sofisticatezza del veicolo. Una vettura da Rally è relativamente semplice rispetto ad una F1, così come le risorse di una squadra di Formula 1 sono, in termini di investimenti, estremamente più consistenti. In questo senso, la Formula 1 non ha quasi un limite: diventa così importante avere la soluzione migliore, quella più competitiva che tutto il resto va in secondo piano. Tutte le altre competizioni invece si trovano prima o poi a fare i conti con le risorse a disposizione, con i mezzi e con l’abilità delle persone impiegate.” Da un punto di vista tecnico, ma anche industriale, qual è il target di Pirelli per la stagione di Formula 1 del 2012? Maurizio Boiocchi: “Tenere sempre alta l’attenzione sulla qualità del prodotto, portare in pista pneumatici senza difetti, senza problemi; ed al tempo stesso consentire, attraverso strategie il più articolate possibile, la fornitura del set di “Prime” ed “Option” migliore per ogni vettura in gara; questo in maniera che i piloti possano giocarsi ogni GP in maniera più paritetica rispetto a quanto non è successo nel 2011, dove abbiamo visto una RedBull inarrivabile: questo perché, o la macchina era davvero straordinaria, o ha saputo interpretare meglio regolamenti e scelta dei pneumatici. La speranza è quindi quella di poter consentire a certi team di fare più una strategia sulle gomme Prime e ad altri una basata più sulle Option, dando quindi la possibilità di essere più competitivi a tutti.” Paul Hemebery: “Nel 2012 il nostro target è contribuire a creare interesse nella Formula 1 come avvenuto nel 2011. Quello di Pirelli è un ruolo piccolo ma importante, nel senso che le gomme rimangono un elemento fondamentale nelle strategie dei GP. Questo è il principale obiettivo.” Se è vero che la sinergia fra Pirelli ed i vari team si è rivelata cruciale per lo sviluppo delle gomme, con quale dei team riuscite a relazionarvi meglio? Maurizio Boiocchi: “Siamo abbastanza affiatati con tutti: abbiamo cercato di essere molto equilibrati, cercando di non prendere le parti di nessuno in particolare. Questo è stato proprio uno dei primi obiettivi perseguiti nell’ottica di evitare eventuali ed infondate accuse di favoritismi. Tutti i team si sono rivelati estremamente collaborativi. Con le squadre più piccole il tema rimane maggiormente collegato alla disponibilità di risorse: sono veramente più in difficoltà rispetto alle Scuderie di punta, dotate quasi all’eccesso in questo senso.” Un’ultima domanda per Paul, grande appassionato del pallone ovale: che ne pensi della Nazionale Italiana di Rugby? Paul Hemebry: “Visto il numero veramente esiguo di giocatori di cui disponete in tutta Italia rispetto ad altri Paesi in cui si gioca questo sport, a livello rugbystico state facendo decisamente un miracolo.” Intervista curata da : Omar Abu Eideh e Rosario Scelsi Pirelli: ad Abu Dhabi la presentazione degli pneumatici di F1 per il 2012 – Intervista a Maurizio Boiocchi e Paul Hembery

Pubblicato in: Formula 1 , Formula 1 2012 Nella stagione 1951 di Formula 1, c’era un Cinturato Pirelli a tenere attaccata alla strada l’Alfa Romeo di Juan Manuel Fangio che vinse il campionato del mondo. Era il secondo anno della disciplina che avrebbe…

Dettagli:
Video F1: storia degli pneumatici Pirelli dal 1951 al 2012

Metzeler sarà main sponsor del mitico Motoraduno Stelvio International che si svolgerà nel 2012 per la 36a volta, 29 giugno al 1 luglio a Sondalo, Passo dello Stelvio. Il brand tedesco (Metzeler) vuole seguire che è solito seguire da vicino i propri utenti ed incontrarli trovando occasioni per “interagire” con loro, parteciperà alla Raduno. Le immagini che vedete nelle miniature si riferisce alla nostra partecipazione nel 2008. Quest’anno l’evento è stato infatti ribattezzato Motoraduno Stelvio International Metzeler, grazie alla forte collaborazione tra Metzeler e gli organizzatori del Motoclub Stelvio International che insieme daranno forma e contenuti a questo importante e storico appuntamento. Metzeler parteciperà in qualità di sponsor principale promuovendo questo evento, che nella storia ha registrato fino a 11.000 iscritti ufficiali e circa 40.000 presenze, e organizzando varie attività ricreative per tutti i motociclisti che vi prenderanno parte. Immancabile il test ride per provare la gamma Metzeler e conoscere le caratteristiche tecniche dei vari pneumatici, fra cui il Roadtec Z8 Interact dedicato a moto sport-touring e naked e studiato appositamente per affrontare percorsi autostradali e strade di montagna. Un pneumatico versatile, confortevole e sicuro (specialmente in condizioni di bagnato) che permette al motociclista di concentrarsi sulla guida: rende il viaggio facile in tutte le condizioni e con tutte le moto, e permette di godersi la distanza in sicurezza. Per maggiori informazioni su come partecipare e iscriversi, visitate il sito del 36° Motoraduno Stelvio International Metzeler . 36° Motoraduno Stelvio International powered by Metzeler

SYM SB 250 Ni 2012

gen 26, 2012 Author: ItedyTotbob | Filed under: design, DR, mg, mini, Moto, pneumatici, velocità

SYM presenta la nuova SB250Ni, una naked due e mezzo da design ripreso dalle nude di cilindrata superiore come i convogliatori laterali del radiatore ed il puntale di serie in tinta. La forcella telescopica utilizza steli da 36mm con attacco pinza radiale, i cerchi sono in alluminio con pneumatici da 110/70-17 all’anteriore e 140/70-17 al posteriore. L’impianto frenante prevede all’anteriore un freno a disco a margherita di 288 mm di diametro con pinza radiale a 4 pistoncini contrapposti, al posteriore un disco a margherita di 222 mm. La strumentazione analogico/digitale include il pratico indicatore di marcia inserita. Il faro anteriore è dotato di doppia luce di posizione, per una maggior sicurezza. Il cupolino strumenti è in tinta. Il faro posteriore a tecnologia LED si integra nel codino posteriore, di dimensioni contenute e dotato di maniglione per il passeggero. La SYM SBN 250 Ni è equipaggiata con un motore monocilindrico da 250 cc, 4 valvole, raffreddato a liquido e dotato di alimentazione ad Iniezione Elettronica Kehin in grado di erogare un potenza massima di 25 CV (18,4 kw). La velocità massima effettiva supera i 140 km/h. Il cambio è a 6 rapporti. La presenza del contralbero diminuisce le vibrazioni e rende particolarmente piacevole il comfort di marcia. Capacità del serbatoio 14 litri. Due le colorazioni disponibili (nera e bianca) per il mercato italiano della SYM SB 250 Ni 2012 che arriverà nelle concessionarie verso il 20 di febbraio. SYM SB 250 Ni 2012

Pubblicato in: Formula 1 , Vitaly Petrov Vitaly Petrov è ancora in attesa di conoscere a pieno il proprio destino. Per lui si fa con insistenza il nome della Caterham . In realtà, ad oggi l’offerta più concreta sul piatto del pilota russo è quella formulata dalla Pirelli che lo ha chiamato ad Abu Dhabi per scorrazzare gli ospiti arrivati alla presentazione delle nuove mescole di pneumatici su una vettura di F1 a due posti. Nel destino dell’ex pilota Lotus Renault ci sarebbe un ruolo da collaudatore e sviluppatore delle gomme che saranno usate nella stagione 2013.

Vedi i dettagli della notizia:
Pirelli F1: Derapate incontra Vitaly Petrov [video]

La prima Corvette 427 Convertible è stata venduta all’asta Barrett-Jackson per la cifra record di 600 mila dollari, tutti devoluti in beneficenza. L’auto, che arriverà nelle concessionarie solo durante la prossima estate, è l’esemplare con numero di telaio con cifre finali 001 e, oltre ad essere una chicca in anteprima per il fortunato compratore, avrà un sicuro valore collezionistico in futuro. L’esemplare battuto all’asta è di colore bianco con strisce grige ed interni in pelle grigia con alcuni ricami che celebrano i 60 anni del marchio Corvette che cadranno nel 2013. I cerchi sono da 19 pollici sull’asse anteriore e da 20 al posteriore e montano pneumatici Michelin Pilot Sport PS2. Questa cabrio ultra performante monta l’LS7 della Corvette Z06 , il mostruoso V8 da 7.0 litri capace di 513 cavalli e 637 Nm. Anche la trasmissione arriva direttamente dalla sorella con tetto rigido, così come il Magnetic Ride Control che permette di ottenere il massimo nella guida sportiva, adattandosi comunque a tutti i tipi di strada garantendo così un ottimo comfort. La prima Corvette 427 Convertible venduta a 600 mila dollari

Pubblicato in: Curiosità F1 , Formula 1 , Formula 1 2012 , Team F1 2012 Tra meno di una settimana, precisamente nei giorni del 25 e 26 gennaio, la Pirelli presenterà i nuovi pneumatici P-Zero che saranno impiegati nella stagione 2012 di Formula 1. Il luogo scelto per l’evento è…

Approfondisci:
F1 2012, Pirelli: nuovi pneumatici in anteprima

Trofeo Italiano Amatori, Pro K-Cup e Michelin Power Cup

gen 17, 2012 Author: MicDoollurl | Filed under: mg, Moto, motori, piloti, pneumatici

Novità in arrivo per i trofei “Italiano Amatori”, “Pro K-Cup” e “Trofeo Michelin Power Cup” che hanno in comune l’organizzazione. Il Trofeo Italiano Amatori e Pro K-Cup è l’unico trofeo in Italia dove i piloti vengono selezionati al momento della iscrizione in base ai tempi fatti l’anno precedente, e divisi in 3 diverse griglie di partenza per la 600 e 3 diverse griglie di partenza per la 1000, dove tra il primo e l’ultimo pilota ci sono circa 4 secondi di differenza. Una regola che consente di creare categorie omogenee nelle quali i piloti possono divertisti che “colleghi” veloci (o lenti) come loro. In altri trofei questa selezione non viene fatta, i piloti vengono messi tutti in una unica griglia di partenza e la differenza tra il primo e l’ultimo spesso è anche di 20 secondi a giro ed i piloti in alcuni casi vengono doppiati, in altri gareggiano da soli e non si divertono. Il costo di iscrizione al Trofeo Italiano Amatori e Pro K-Cup è di 650 euro. Gli pneumatici utilizzati nel trofeo sono Metzeler. Il Trofeo Michelin Power Cup è uno dei trofei tra quelli meglio organizzati con una quantità e qualità dei servizi di primissimo livello; il costro dell’iscrizione serve per coprire le tasse federali e si pagano solo le gare effettivamente svolte. L’iscrizione al trofeo ha un costo di 750 euro a fronte della quale vengono regalati 2 treni di pneumatici utilizzabili per le gare, 1 Kit lubrificanti Castrol del Valore di 200 euro circa, 1 kit di abbigliamento Michelin ed una cena per due persone a fine anno in occasione della festa di premiazione. Gli pneumatici che verranno utilizzati nel 2012 costano 315 euro e garantiscono ottime prestazioni. Le 8 griglie di partenza dei nostri trofei, 4 per la classe 600 e 4 per la classe 1000 hanno tutte le stesse date e le stesse piste. Questo il calendario: 22 aprile – Misano 27 maggio – Vallelunga 17 giugno – Mugello 15 luglio – Varano 26 agosto – Mugello Se volete saperne di più sui Trofei visitate i siti dedicati www.trofeoitalianoamatori.it e www.powercup.it oppure fate un salto al Motor Bike 2012 di Verona dal 20 al 22 Gennaio al Padiglione 6 Stand 18V. Trofeo Italiano Amatori, Pro K-Cup e Michelin Power Cup

Il sito autoforum.cz ha pubblicato i “patent” della Volkswagen up! 5D, ovvero le ricostruzioni grafiche consegnate all’ufficio brevetti al fine di registrare lo stile di una automobile. L’utilitaria tedesca è qui raffigurata in versione 5 porte e con una ben precisa caratterizzazione estetica, riconducibile all’attuale gamma Cross e identica in tutto e per tutto al prototipo Cross up!, esposto durante il salone di Francoforte 2011. La up! 5D mantiene la stessa resa stilistica della Cross up! e si riconosce quindi per l’assetto rialzato e gli inserti protettivi in plastica grezza, mentre non è possibile confermare la presenza degli stessi cerchi in lega (16 pollici su pneumatici 185) utilizzati dal prototipo. La Volkswagen up! 5D verrà presentata fra qualche mese e sarà equipaggiata con il motore benzina 1.0 da 75 CV Volkswagen up!: questi i brevetti della cinque porte in allestimento Cross

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