Auto, moto e competizioni

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A partire da quest’anno, grazie al German Car Blogger Award, tutte le case automobilistiche hanno la possibilità di vincere un nuovo titolo da aggiungere al proprio palmarès. Questo innovativo progetto tedesco, unico nel suo genere, ha visto ventisette blogger -tutti impegnati nel settore dell’automotive- “trasformarsi” in giudici. Fra le dieci vetture in nomination per ogni categoria i blogger hanno assegnato 5 punti all’auto che volevano eleggere vincitrice, 3 alla seconda e 1 alla terza. Per il Manufacturers’ Championship i punteggi sono stati invece di 3, 2 e 1. La regina delle regine risulta essere la Mercedes SLS Roadster con 72 punti, seguita dalla Volkswagen Up! (71) e dalla Range Rover Evoque (62) che condivide il terzo posto, a pari merito, con l’ Aston Martin Rapide . Nel campionato costruttori sul gradino più alto del podio è salita Audi ; al secondo posto Mercedes e al terzo Volkswagen . La giuria, nello specifico, era formata da: Marc J. Christiansen (fuenfkommasechs.de), Thomas Gigold (cult7.de), Jan Gleitsmann (auto-geil.de), Bjoern Habegger (my-auto-blog.de), Mark Winninghoff (willsagen.de), Jens Stratmann (rad-ab.com), David Hofmann (smartpit.de), Ralf Bernert (exclusive-life.de), Marco Stohr (rad-ab.com), Kai Boesel (motoso.de), Alex Kahl (the-probefahrer.de), Erkan Dörtoluk (uberautos.de), Can Struck (bycan.de), Mark Jordan (blog.mercedes-benz -passion.com), Enno Reddies (qarsi.de), Don Dahlmann (racingblog.de), Jens dance (Sandman welt.de), Robert Basic (robertbasic.de), Lisa Black (the-car-addict.com), Stefan Maass (veight.de), Nicole Y. Male (0511web.de), Jens Wilde (autoblogger.de), Stefan Lemcke (benzinimblut.com), Axel Griesinger (bigblogg.com), Bjorn Tolksdorf (motor-talk.de) e Christian Brinkmann/Julian Deuter (SpeedHeads.de). Ecco i vari podi: Mini Cars 1. Volkswagen Up! [71 punti] 2. Fiat 500 [49 punti] 3. Mini [44 punti] Small Cars 1. Audi A1 [54 punti] 2. Alfa Romeo Mito [42 punti] 3. Volkswagen Polo / Kia Rio [29 punti] Compact Car 1. Opel Ampera / BMW Serie 1 [50 punti] 2. Mercedes Classe A & B [36 punti] 3. Alfa Romeo Giulietta [34 punti] Middle Class 1. Audi A4 / A5 / Allroad [49 punti] 2. Mercedes Classe C [47 punti] 3. BMW Serie 3 [42 punti] Upper Middle Class 1. BMW Serie 5/ GT & Audi A6 / A7 [43 punti] 2. Mercedes Classe E / CLS [39 punti] 3. Jaguar XF [34 punti] Luxury Class 1. Aston Martin Rapide [62 punti] 2. Maserati Quattroporte / Audi A8 [31 punti] 3. Porsche Panamera [29 punti] Sports Cars 1. Porsche 911 Carrera / Turbo [56 punti] 2. Mercedes SLS [48 punti] 3. Audi R8 & Aston Martin DB9 / DBS [ 33 punti] Cabriolet 1. Mercedes SLS Roadster [72 punti] 2. Audi R8 Spyder [42 punti] 3. Porsche 911 Convertible [41 punti] SUV 1. Range Rover Evoque [53 punti] 2. Mercedes Classe G [50 punti] 3. Porsche Cayenne [28 punti] Vans 1. Volkswagen Multivan [53 punti] 2. Mercedes Viano [44 punti] 3. Ford S-Max [37 punti] Manufacturers’ Championship 1. Audi [14 punti] 2. Mercedes-Benz [13 punti] 3. Volkswagen [8 punti] Car Blogger Award 2012

Il Team Ducati ha portato avanti un serratissimo programma di test dedicati alla ricerca della messa punto di base della GP12. Valentino Rossi si è immerso nel lavoro pianificato per la squadra da Filippo Preziosi sfruttando al massimo tutte le ore di apertura della pista mentre Nicky Hayden ha dovuto arrendersi al dolore alla spalla sinistra dopo sedici giri e chiudendo in 10a posizione. Il collaudatore Franco Battaini ha quindi preso il posto del pilota americano per completare il lavoro programmato per la seconda giornata di test. Settimo tempo finale per Valentino Rossi in 2’01.886 (44 giri). “E’ stata un’altra giornata positiva sia perché abbiamo raggiunto l’obiettivo prefisso, – ha detto Valentino Rossi – arrivare a girare in 2’01 sia perché siamo riusciti a fare altri progressi nel lavoro di set-up della moto. D’altro canto, come è normale essendo la GP12 una moto nuovissima, mano a mano che facciamo le nostre prove, capiamo anche quali dettagli non dipendono solo dalla messa a punto e saranno da perfezionare ulteriormente durante le prossime settimane. Le aree le avevamo individuate già ieri, accelerazione ed elettronica, mentre abbiamo avuto la conferma dei progressi fatti con l’anteriore. Honda e Yamaha stanno lavorando sulle rispettive moto da un anno, noi da due giorni, quindi il nostro lavoro è particolarmente impegnativo, ma anche questa era una cosa che ci aspettavamo. Domani sarà un altro momento importante perché potremo fare una valutazione complessiva delle tre giornate e avremo un’idea più nitida di dove siamo rispetto agli altri. Se riusciremo a rimanere a meno di un secondo dal top, sarò contento”. ha concluso Rossi. Questo invece il commento di Nicky Hayden : “Quando sono uscito per il primo “run” questa mattina mi sentivo bene e al secondo giro ho abbassato molto il mio miglior tempo di ieri. Poco dopo però ho cominciato a perdere forza nella spalla e non sono più stato in grado di spingere forte. In frenata non ho grossi problemi ma quando la moto si scuote non riesco a tenerla con la forza necessaria. Non volevo rischiare una caduta e peggiorare le cose ed ho preferito fermarmi. Non ne sono contento ma a volte bisogna adattarsi alle circostanze. Ducati ha fatto un gran lavoro con la moto nuova, puoi capirlo anche solo guardandola. Vorrei davvero poter provare a guidarla al limite e vedere come reagisce alle modifiche. Domani forse proverò a fare qualche altra uscita”. Ducati: Rossi continua lo sviluppo della GP12, Hayden fermato dal dolore alla spalla

Casey Stoner: "possiamo migliorare ancora…"

feb 1, 2012 Author: COLEPHATOETHY | Filed under: bridgestone, cina, DR, f1, honda, mg, Moto, motori, rover

Il Repsol Honda Team ha sfruttato al meglio la seconda giornata di test a Sepang (Malesia). Casey Stoner che ha centrato il miglior tempo in 2’00.895, Dani Pedrosa ha invece chiuso quarto a poco pià di sei decimi dal compagno di squadra. Casey ha effettuato un ottimo lavoro, concentrandosi principalmente sulla comparazione tra due diversi telai della sua RC213V. Dani Pedrosa ha dedicato la seconda giornata di prove alla messa a punto della sua moto, concentrandosi sulla frenata. Ha provato inoltre varie soluzioni per migliorare la stabilità della nuova mille in entrata di curva e per ridurre il chattering, chiudendo con il quarto miglior tempo, 2’01.508. “E’ stato bello poter tornare a guidare, oggi è andato tutto abbastanza bene, anche se avrei voluto fare qualche giro in più. – ha detto Casey Stoner – Abbiamo usato principalmente il nuovo telaio, procedendo con un lavoro di comparazione con quello che avevamo a Valencia, abbiamo trovato una buona direzione e capito la strada da percorrere. Come sempre, sarebbe bello poter prendere alcuni aspetti di un telaio e altri dal secondo. Questo pomeriggio abbiamo utilizzato la gomma anteriore dura, riscontrando però un aumento del chattering. Dovremo lavorare su questo aspetto perché ci sono margini di miglioramento. Non abbiamo avuto modo di testare le gomme con le nuove specifiche che Bridgestone ha portato qui, le proveremo domani e da queste partiremo a lavorare”. Team Repsol Honda Sepang Day 2 Infine le parole del pilota spagnolo della Honda, Dani Pedrosa : “Oggi abbiamo iniziato a lavorare bene fin dalla prima uscita, le condizioni della pista erano migliori rispetto a ieri e faceva anche più caldo. Abbiamo lavorato sul setting della moto, concentrandoci sulla frenata, abbiamo provato varie soluzioni per ridurre il chattering e migliorare la stabilità in ingresso di curva. Questo al momento è la nostra priorità. Abbiamo comparato inoltre due telai leggermente diversi, ma dobbiamo ancora lavorare sulla moto prima di prendere una decisione. Ci aspetta un altro giorno di test, così proveremo altre cose con gli ammortizzatori, questo potrebbe aiutare. Lavoreremo anche sulla pressione delle gomme. Non ho completato molti giri, adesso però è arrivato il momento di macinare il maggior numero di chilometri, ma qualche volta devi passare tanto tempo ai box, anche questo è normale. Le nuove Bridgestone funzionano abbastanza bene, ne ho pr ovata solo una dura posteriore, ma non avevamo molto grip, le morbide funzionano meglio e sembrano avere anche una buona durata”. Casey Stoner: “possiamo migliorare ancora…”

WSBK: Live @ Presentazione Team BMW Motorrad Italia SBK

gen 31, 2012 Author: Incongeme | Filed under: auto, bmw, cina, DR, f1, mg, mini, Moto, piloti, rover, superbike

Ci troviamo all’ Autodromo di Monza per la presentazione alla stampa del Team BMW Motorrad Italia SBK . La squadra italiana si prepara ad affrontare il Campionato Mondiale Superbike 2012 con due piloti italiani Ayrton Badovini e Michel Fabrizio ed il Campionato FIM Cup Superstock 1000 con Lorenzo Baroni e Sylvain Barrier. Attesa la colorazione definitiva della S1000RR blu e oro. Update: nel seguito del post tutti i video della presentazione e le dichiarazioni dei protagonisti. Presentazione Team BMW Motorrad Italia SBK Andrea Buzzoni , Direttore di BMW Motorrad Italia e Responsabile del progetto SBK, ha dichiarato: “Il 2011 è stato un anno positivo sia dal punto di vista del business che sportivo. Commercialmente, abbiamo mantenuto e rafforzato la posizione di leader in una condizione socioeconomica e di mercato abbastanza complessa. In ambito sportivo è stato un anno di apprendistato, seppur con un brevissimo periodo di start up, che non ha mancato di emozionarci, penso alla gara di Misano, dove, il poco più che esordiente Ayrton ha raggiunto il 4° posto sfiorando il podio dopo soli 6 round dall’inizio del nostro primo mondiale. Nonostante la squadra abbia potuto contare praticamente su un solo pilota a causa dei problemi fisici di James Toseland, siamo entrati nella top ten del campionato, raggiungendo così l’obiettivo che c’eravamo posti”. “Nel 2012, sfruttando la continuità temporale, abbiamo iniziato lo sviluppo delle nuove moto con una tempistica adeguata, abbiamo capitalizzato l’esperienza dello scorso anno anche nel trovare maggiori risorse dedicate al progetto. Crediamo di avere la competenza tecnico sportiva, i piloti (Ayrton in robusta ascesa e Michel con un talento già manifesto) e una forte e motivata squadra che ci possono e ci devono far crescere ulteriormente in termini di competitività e risultati. L’obiettivo è quello di avvicinarci in modo consistente alla top five ed entrarci il più spesso possibile. In STK vogliamo confermare la nostra comprovata competitività di vertice e riconquistare il titolo già vinto in modo eloquente nel 2010. Grazie alla rinnovata BMW S 1000 RR, alle straordinarie doti e cuore di Sylvain Barrier, all’arrivo della giovane promessa Lorenzo Baroni e ad una squadra di grande esperienza e professionalità ci affacciamo al campionato con determinata ambizione” . “Il progetto 2012 inoltre si avvale dell’importante contributo di un nuovo Title Sponsor, GoldBet. Siamo orgogliosi di avere un importante partner con il quale nei prossimi anni siamo certi di poter crescere costantemente e ringrazio personalmente e a nome di BMW Motorrad GoldBet della fiducia riposta”. Serafino Foti , Direttore Sportivo del BMW Motorrad Italia GoldBet SBK Team, ha dichiarato: “Quest’anno rispetto al precedente abbiamo iniziato lo sviluppo delle nuove moto con largo anticipo. Abbiamo già iniziato i test con tre giorni a Portimao, finalmente con il bel tempo, e proseguiremo in Australia. Infatti nella settimana precedente la prima gara avremo una sessione di tre giorni di test privati, dopodiché parteciperemo ai test Infront, questo ci consentirà di affinare ulteriormente le moto e il feeling tra moto e piloti. Sono molto soddisfatto del lavoro che il Team sta portando avanti da molti mesi in vista del prossimo campionato”. “Nel 2012 abbiamo due nuovi piloti, Michel Fabrizio in SBK e Lorenzo Baroni in STK. Michel conosce molto bene il nostro Team con cui ha già lavorato, sono certo che si troverà subito a suo agio e questo gli consentirà di esprimersi al meglio. Lorenzo è un pilota giovane ma che ha già una discreta esperienza di gare internazionali, è giovane e può crescere in maniera importante”. “Ayrton Badovini e Sylvian Barrier proseguono il loro percorso: Ayrton è con noi da tre anni e dopo aver vinto la STK nel 2010 ha esordito nel Mondiale SBK con ottimi risultati e, in più, ha svolto da solo il lavoro di sviluppo della moto nello scorso Campionato. Sylvian ha dimostrato di essere veloce e determinato, con un anno di esperienza in più e con la nuova moto potrà sicuramente migliorare”. WSBK: Live @ Presentazione Team BMW Motorrad Italia SBK

Pubblicato in: Ferrari F1 , Formula 1 , Formula 1 2012 , Team F1 2012 Un anno fa abbiamo detto e ripetuto che solo chi fa chiacchiere da bar può pensare che la Pirelli voglia favorire la Ferrari creando gomme da Formula 1 che si adattino in particolar modo alla…

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F1 2012, Pirelli: le nuove gomme non sono un favore alla Ferrari

Nel corso della presentazione delle nuove gomme Pirelli per la stagione di Formula 1 2012 , abbiamo avuto l’opportunità di fare quattro chiacchiere con il direttore Ricerca & Sviluppo dell’azienda italiana, Maurizio Boiocchi, e con il direttore di Pirelli Motorsport, Paul Hembery. Li abbiamo intervistati per voi. La stagione 2011 ha segnato il ritorno di Pirelli nel Circus della Formula 1: qual è il bilancio di questo “nuovo” debutto? Maurizio Boiocchi: “Erano diciannove anni che non avevamo modo di partecipare alla Formula 1. La chiusura del contratto di Bridgestone, che pensavamo rinnovasse nuovamente per un anno o due, possibilità in cui confidavano anche FIA e FOTA, ha messo Pirelli nelle condizioni di potersi fare avanti. Abbiamo fatto degli incontri, sia tecnici che di business, con degli aspetti commerciali ed alla fine siamo partiti a maggio del 2010. Facendo un consuntivo da questa data sino ad oggi, direi che siamo molto orgogliosi del risultato ottenuto. Gli strettissimi tempi che avevamo a disposizione sembravano non essere coerenti con quello che ci apprestavamo ad affrontare e sono stati l’angoscia di tutti questi mesi. Un ostacolo che siamo riusciti a superare grazie ad un team di persone giovani, motivate e molto appassionate di Formula 1; siamo riusciti a fare quello che sembrava impossibile. Dopo un inizio con qualche incertezza da parte di alcuni team per la durata degli pneumatici, le squadre hanno imparato a capire che le nostre gomme non erano quelle della Bridgestone e poi alla fine dell’anno ci han detto: “Adesso durano troppo”. La gente – scherza Boiocchi sorridendo – non è mai contenta! Comunque cercheremo anche quest’anno, specie dopo aver progettato delle mescole con scelte tecnicamente più “aggressive”, di far contenti tutti.” Paul Hembery: “Il Bilancio è molto positivo: non è un nostro giudizio, bensì quello dato da tutte le squadre che hanno preso parte al campionato, da Bernie Ecclestone e dal pubblico. Pirelli ha dato qualcosa in più alla Formula 1, un “po’ di anima” se vogliamo; qualcosa che non esisteva prima con gli altri gommisti. Ora, avendo in mano i dati e l’esperienza di diciannove gare, siamo ancora più sicuri per il 2012. Abbiamo imparato che la Formula 1, anche nell’ottica della monofornitura, è uno sport molto esigente e che richiede perfezione, sempre più di quanto si potrebbe immaginare. Questo è il dna della F1, il motorsport più competitivo che esista nel mondo. Per noi andare avanti in questa esperienza significa la volontà di replicare quello che abbiamo creato nel 2011. Non sarà facile perché mancherà quell’elemento di sorpresa che abbiamo avuto all’inizio della stagione 2011, quando il cambiamento è stato forte; ma a fine stagione tutte le squadre hanno imparato ad usare e gestire le gomme. Pirelli per il 2012 ha deciso di introdurre piccole modifiche, tre mescole nuove; perché l’anno scorso si è registrato una differenza troppo elevata nel picco di prestazioni tra le mescole usate in gara, fino ad 1.5 secondi. E questo ha creato una situazione in cui le strategie in gara sono diventate molto simili verso la fine della stagione: i vari team hanno sfruttato le mescole più morbide, prestazionalmente superiori, usando tutti e tre i treni disponibili all’inizio delle gare ed utilizzando quelle più dure solo per il fine gara. Nei casi peggiori anche all’ultimo giro. Questo perché la mescola dura aveva meno degrado, ma generava un divario prestazionale troppo grande rispetto alle gomme morbide. Ecco perché nel 2012 le gomme saranno molto più simili nel loro picco prestazionale, con differenze al giro sotto al secondo.” Quante persone lavorano al settore Pirelli dedicato alla Formula 1? Maurizio Boiocchi: “Cinquanta persone svolgono l’attività più legata alla pista, coordinati da Paul Hembery; una trentina si occupano dello sviluppo dei calcoli in base alle informazioni provenienti dai diversi tracciati, mentre una decina sono responsabili del monitoraggio delle mescole. Poi ovviamente abbiamo la fabbrica, con circa 130/140 persone dedicate in gran parte alle gomme di F1. Uno schieramento che non è immenso, considerando che in ogni gara si portano dai 1000 ai 1100 pneumatici; se poi piove c’è anche da fare montaggio e smontaggio. Inoltre ogni team esige un servizio assolutamente eccellente.” Dottor Boiocchi, durante la presentazione delle nuove gomme, abbiamo notato la forte valorizzazione grafica del logo Pirelli, del nuovo brand “Cinturato” e delle diverse cromie sulle spalle degli pneumatici: possiamo dire che questa scelta, oltre a rendere più chiaro che tipo di coperture stanno adottando le monoposto nelle specifiche fasi di gara, rilancia ulteriormente l’immagine del brand Pirelli? Maurizio Boiocchi: “Si; direi che la Formula 1 è entrata molto bene in una strategia di premium company, come ribadito anche dal dottor Tronchetti Provera, volta a vedere Pirelli che cresce. Abbiamo un piano triennale 2010/2013 col target di passare da 52 milioni di pneumatici prodotti annualmente a 78 milioni. In questa strategia rientrano nuove fabbriche, nuovi mercati; soprattutto dove ancora non siamo molto conosciuti come marchio, come in Cina, in Russia ed altre parti del mondo. Avere dalla nostra parte la visibilità che garantisce la Formula 1, rappresenta per noi una grande opportunità per riqualificare il nostro marchio ed imprimerlo nella memoria di tutte le persone che seguono la F1 come un brand competitivo e di alto livello tecnologico.” In questa ottica di valorizzazione del brand, c’è la possibilità che queste grafiche arrivino anche sugli pneumatici di serie, dedicati alle vetture stradali al altissime prestazioni, o a quelle per cui Pirelli realizza dei set specifici? Maurizio Boiocchi: “Certamente si: Il P Zero Silver ad esempio, che abbiamo presentato in anteprima al GP di Monza e presenteremo in occasione degli imminenti test in programma ad Jerez, e che sarà in commercio a partire da Aprile/Maggio, si caratterizza proprio per questo rilancio grafico. La scritta silver è infatti realizzata in colore argento, un aspetto estetico caratterizzante per un pneumatico realizzato mediante un impianto robotizzato che è un parente strettissimo di quello che abbiamo usato per fabbricare gomme di Formula 1.” La stagione di F1 conclusa vi ha consentito di raccogliere nuovi dati, progettare una nuova famiglia di pneumatici ed evolvere una serie di tecnologie di alto livello: quanto di tutto questo arriva al prodotto di grande serie? Maurizio Boiocchi: “Se abbiamo dei progettisti tanto bravi e dotati di un know-how aziendale così forte da renderli capaci di progettare pneumatici per la Formula 1, essi saranno sicuramente in grado di progettare prodotti stradali con caratteristiche tecnologiche non meno che eccellenti. Tuttavia il vero valore aggiunto della F1 risiede appunto nel know-how e nella velocità di ottimizzare le conoscenze e gli strumenti che abbiamo a disposizione, non soltanto per le competizioni ma anche per le gomme stradali. La divisione dedicata alla Formula 1 fa parte della nostra struttura di ricerca e sviluppo di cui è parte integrante: chi progetta per la F1 lavora fianco a fianco a chi si dedica allo sviluppo di pneumatici invernali, ai “Cinturato”, ai P Zero da gara ed a quelli stradali. Un gruppo unico appunto.” Paul Hembery: “Esiste sicuramente un trasferimento di tecnologie dal motorsport al mondo delle auto di serie; ma succede anche il contrario. Questo sia a livello di simulazioni, ricerca, sia a livello di mezzi di produzione. Ci sono anche processi produttivi che abbiamo sviluppato per la Formula 1, derivati da processi produttivi per il nostro alto di gamma. Ovviamente una mescola di F1 non sarà mai utilizzata nella stessa ottica di un prodotto stradale; tuttavia ci sono concetti a livello chimico che sono strettamente collegati alla produzione per veicoli stradali. Essi garantiscono certamente un legame molto importante fra il motorport in generale ed il prodotto stradale.” Il regime di “monogomma”, che vede Pirelli come fornitore unico, non rischia di diventare pericoloso per quanto riguarda lo sviluppo tecnico? Quali sono gli stimoli che portano Pirelli a fare ricerca in assenza di “avversari diretti” come Michelin o Bridgestone. Maurizio Boiocchi: “Il tema della fornitura unica risiede nei grandi costi e nel fatto che i team, tendenzialmente, preferiscono avere “l’effetto pneumatico” neutrale sulla competizione e sul suo sviluppo. Altrimenti, scegliendo il gommista sbagliato, potrebbero ritrovarsi con la migliore monoposto tuttavia incapace di vincere. Dal nosro punto di vista lo stimolo a far sempre meglio è costante: il contratto per la fornitura di pneumatici da F1 dura appena 3 anni, un tempo irrisorio dal punto di vista degli investimenti progettuali e di quelli sulla conoscenza del mondo della F1; di conseguenza lavoriamo contro noi stessi per diventare sempre più bravi e non dare modo ai team ed agli organizzatori di aver bisogno di un fornitore migliore di Pirelli.” Paul Hembery: “Ovviamente nel regime di monogomma, la ricerca diventa più lenta nel senso che non possiamo innovare con lo stesso passo che si potrebbe avere in un’ottica di competizione fra gommisti. Questo è vero. Ma non vuol dire che non ci sia innovazione, perché la Formula 1 richiede tantissimo alle gomme e sono pochi i gommisti che possono produrle per questo tipo di competizione. Non a caso i complimenti più importanti che abbiamo ricevuto lo scorso anno, sono venuti da altri costruttori di pneumatici che hanno partecipato alla Formula 1 in passato, che hanno ben presente cosa significhi fare gomme per la Formula 1. Quindi, se da un lato è vero che il passo con cui si muovono ricerca e sviluppo è leggermente più lento, d’altra parte il ritorno a livello di immagine, di interesse del pubblico nelle F1 per quanto riguarda le gomme è stato molto superiore al passato. Fra i costruttori di gomme esistono 2 teoremi: in un’ottica di competizione fra gommisti, quando una squadra vince non è mai per merito delle gomme; quando perde è invece sempre colpa del pneumatico. Se invece si è in un’ottica di monofornitura, allora il pubblico parla di gomme solo quando ci sono problemi, come successo ad Indianapolis. Quindi la situazione per i gommisti è molto difficile nel motorsport, tanto che viene quasi da chiedersi perché le aziende decidano di cimentarsi in queste attività. Tanto più dal momento che è difficile creare interesse. Noi invece siamo riusciti a creare quasi una competizione con noi stessi: abbiamo generato una situazione in cui le squadre hanno in mano un prodotto che insieme ai piloti devono gestire al meglio, facendo la differenza. E questo è senz’altro il segreto del nostro successo nel 2011.” Qual è la differenza principale tra l’impegno che Pirelli sta impiegando nella Formula 1 rispetto alle altre competizioni del Motorsport in cui l’azienda è impegnata? Maurizio Boiocchi: “La differenza in questo tipo di impegno sta negli interlocutori: in F1 si dialoga con quelli che ritengo essere i migliori tecnici al mondo, dotati di competenze e talvolta mezzi straordinari. Quando si affronta il WRC o il Grand-Am in Nord America si ragione e si parla con dei livelli decisamente più bassi, sia di potenzialità in termini di know-how, di strumenti, risorse da parte dei team, che di sofisticatezza del veicolo. Una vettura da Rally è relativamente semplice rispetto ad una F1, così come le risorse di una squadra di Formula 1 sono, in termini di investimenti, estremamente più consistenti. In questo senso, la Formula 1 non ha quasi un limite: diventa così importante avere la soluzione migliore, quella più competitiva che tutto il resto va in secondo piano. Tutte le altre competizioni invece si trovano prima o poi a fare i conti con le risorse a disposizione, con i mezzi e con l’abilità delle persone impiegate.” Da un punto di vista tecnico, ma anche industriale, qual è il target di Pirelli per la stagione di Formula 1 del 2012? Maurizio Boiocchi: “Tenere sempre alta l’attenzione sulla qualità del prodotto, portare in pista pneumatici senza difetti, senza problemi; ed al tempo stesso consentire, attraverso strategie il più articolate possibile, la fornitura del set di “Prime” ed “Option” migliore per ogni vettura in gara; questo in maniera che i piloti possano giocarsi ogni GP in maniera più paritetica rispetto a quanto non è successo nel 2011, dove abbiamo visto una RedBull inarrivabile: questo perché, o la macchina era davvero straordinaria, o ha saputo interpretare meglio regolamenti e scelta dei pneumatici. La speranza è quindi quella di poter consentire a certi team di fare più una strategia sulle gomme Prime e ad altri una basata più sulle Option, dando quindi la possibilità di essere più competitivi a tutti.” Paul Hemebery: “Nel 2012 il nostro target è contribuire a creare interesse nella Formula 1 come avvenuto nel 2011. Quello di Pirelli è un ruolo piccolo ma importante, nel senso che le gomme rimangono un elemento fondamentale nelle strategie dei GP. Questo è il principale obiettivo.” Se è vero che la sinergia fra Pirelli ed i vari team si è rivelata cruciale per lo sviluppo delle gomme, con quale dei team riuscite a relazionarvi meglio? Maurizio Boiocchi: “Siamo abbastanza affiatati con tutti: abbiamo cercato di essere molto equilibrati, cercando di non prendere le parti di nessuno in particolare. Questo è stato proprio uno dei primi obiettivi perseguiti nell’ottica di evitare eventuali ed infondate accuse di favoritismi. Tutti i team si sono rivelati estremamente collaborativi. Con le squadre più piccole il tema rimane maggiormente collegato alla disponibilità di risorse: sono veramente più in difficoltà rispetto alle Scuderie di punta, dotate quasi all’eccesso in questo senso.” Un’ultima domanda per Paul, grande appassionato del pallone ovale: che ne pensi della Nazionale Italiana di Rugby? Paul Hemebry: “Visto il numero veramente esiguo di giocatori di cui disponete in tutta Italia rispetto ad altri Paesi in cui si gioca questo sport, a livello rugbystico state facendo decisamente un miracolo.” Intervista curata da : Omar Abu Eideh e Rosario Scelsi Pirelli: ad Abu Dhabi la presentazione degli pneumatici di F1 per il 2012 – Intervista a Maurizio Boiocchi e Paul Hembery

Kimi Raikkonen dice che la conquista del titolo mondiale è l’obiettivo che spera di raggiungere nella nuova avventura in Formula 1 , ma il pilota finlandese ammette di non essere ossessionato dalla cosa. Dopo due anni lontano dal Circus, l’uomo venuto dal ghiacchio torna nel giro, per difendere i colori del Lotus F1 Team. Anche se la squadra di Enstone non sembra in grado di puntare al vertice, Iceman spera in un futuro non troppo lontano di sedersi ancora sul trono della specialità. Al momento Raikkonen deve recuperare la migliore sintonia con il mondo che ha lasciato nel 2009, quando guidava la Ferrari , ma l’obiettivo è la conquista del titolo nei prossimi anni. Se non dovesse succedere, però, non sarebbe un dramma. “ L’alloro iridato – dice Kimi- è il mio naturale obiettivo. Ci proverò, ma non ne faccio una questione di vita, perché vincere non è sempre possibile “. Riferendosi alla stagione alle porte, l’ex interprete del “cavallino rampante” evita ogni pronostico: “ Cercheremo di fare quel che si può in ogni gara, ma è difficile prevedere il futuro. Nei test potremo disporre delle prime indicazioni, ma non basteranno. Speriamo di avere una buona vettura “. “ Il team -aggiunge Raikkonen- ha tutto quello che serve per produrre una monoposto valida. Gli uomini dello staff sono molto desiderosi di vivere una stagione felice. L’atmosfera è ottima, più familiare rispetto ad altre squadre. Ci sono persone molto simpatiche con cui lavorare al meglio. Spero che tutto vada al meglio, ma la cosa principale è tornare a correre nei Gran Premi “. Via | Planet-f1.com Kimi Raikkonen non è ossessionato dal sogno mondiale

Range Rover Sport S 3.0 TD V6

gen 27, 2012 Author: | Filed under: auto, f1, mg, Moto, motori, rover, Senza categoria

In tempi di superbollo e caro carburanti, i costruttori aggiornano la propria gamma di motorizzazioni, adeguando potenza e consumi alle esigenze di chi s’appresta ad acquistare un’auto…

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Range Rover Sport S 3.0 TD V6

Extreme Sports Compilation 2012 /video

gen 27, 2012 Author: admin | Filed under: mg, Moto, motori, rover

Un bel video compilation Extreme Sports Compilation 2012 . Tra la serie di immagini incredibili riguardanti altri sport, troverete anche numeri incredibili effettuati con le moto… il coraggio si spreca tra i protagonisti del video. Dopo il continua un video da paura che riguarda solo le due ruote… protagonista Dean Wilson . Extreme Sports Compilation 2012 /video

Barrichello, futuro in IndyCar?

gen 26, 2012 Author: | Filed under: f1, formula 1, mg, rover

Il brasiliano ex Williams proverà in Florida una vettura di Formula Indy: non vuole smettere con le corse e forse correrà nel campionato americano. Ma c’è il problema delle piste ovali

Notizia originale:
Barrichello, futuro in IndyCar?

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